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Il comportamento-problema: come le neuroscienze ci aiutano a capirlo (parte terza)

PARTE TERZA: Il cervello aiuta il corpo a sopravvivere.

Nell’articolo precedente, in linea con i principi della biologia evolutiva, ho sostenuto che LA VITA E’ IL BENE.

Allo stesso tempo, per vermi, gamberi, insetti, mammiferi, la VITA è una continua lotta per sopravvivere, istante dopo istante, giorno dopo giorno.

Bisogna necessariamente trovare cibo, acqua, riparo, partner per la riproduzione, e fare molto attenzione ai potenziali nemici.

In natura, anche dopo un pasto o un coito è consigliabile non oziare.

E’ tutto un mordi e fuggi, all’interno di una variazione continua.

Eppure, nonostante questa variazione continua fuori dalla vita, per esserci VITA la variazione interna deve essere contenuta entro limiti molto stretti.

Infatti, il milieu (ambiente interno al nostro corpo) dev...

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Il comportamento-problema: come le neuroscienze ci aiutano a capirlo (parte seconda)

PARTE SECONDA: Anatomia e Fisiologia dell’Inconscio.

Nel precedente articolo abbiamo visto come le neuroscienze hanno affrontato i “comportamenti-problema” durante lo scorso secolo.

Abbiamo visto che, qualora volessimo affidarci alla biologia evolutiva per far luce sulla genesi dei comportamenti-problema di Alessandra, focalizzare i nostri studi sulle cortecce cerebrali della paziente rappresenterebbe una condizione necessaria ma non sufficiente per poter comprendere.

Infatti, come abbiamo visto nel precedente articolo, per la neurobiologia evolutiva i comportamenti vengono “decisi” in modo non consapevole, per soddisfare le richieste del corpo.

Appare evidente che, per comprendere e/o per poter trattare terapeuticamente Alessandra, dobbiamo rendere familiari nuove conoscenze s...

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Il comportamento-problema: come le neuroscienze ci aiutano a capirlo (parte prima)

Mi piacerebbe affrontare in maniera articolata, con le lettrici e lettori del blog “autismo fuori dagli schemi”, alcune questioni scientifiche di non semplice interpretazione, alcune delle quali sono state solamente sfiorate in precedenti articoli.

L’autismo è una malattia mentale?

L’autismo è una problematica neurologica, corporale o mentale?

Che cos’ è il Sè per le neuroscienze del XXI secolo?

Gli autistici provano emozioni, sentimenti, ed hanno un Sè?

Un “comportamento problema”, per essere trattato, è sufficiente etichettarlo oppure andrebbe compreso in termini etiopatogenetici?

Per affrontare tali questioni in termini scientifici preferisco partire da un caso clinico, il caso di Alessandra, una bambina di quattro anni e mezzo.

Alessandra da circa due anni ha ricevu...

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Considerazioni sul “cervello autistico”

  di Elena Teodoridis
“Sentirsi diagnosticare una cardiopatia o una leucemia è un duro colpo per chiunque…ma sentirsi
dire che tuo figlio è autistico ti fa cadere in un baratro, entri in un tunnel senza luce”… dicono i genitori che stanno vivendo questa realtà .
Perché ancora oggi la diagnosi di autismo è tra le più temute?
Sicuramente perché la prognosi è infausta. Dall’autismo non si guarisce.
L’autismo mina le autonomie e la socialità in modo così severo, a volte, che costringe a pensare a un “dopo di noi” anche se il malato ha solo tre anni di vita .
Ma è proprio vero che non si può guarire?
Quali sono le indagini, le valutazioni e gli interventi proposti?
Posso dire di aver conosciuto l’autismo da vicino, tutt’ora lo studio e cerco di comprenderne le molt...
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Autism, 75 years of history: from psychoanalysis to neurobiology

AIMS Molecular Science è una rivista internazionale dedita alla pubblicazione di revisioni ed articoli originali e di alta qualità nel campo nelle scienze molecolari pubblicando  i seguenti tipi di articoli: ricerche innovative, revisioni, editoriali, lettere e resoconti di conferenze.

AIMS Press fa parte della grande famiglia di AIMS, situata negli Stati Uniti d’America, insieme ad AIMS Science. AIMS pubblica riviste scientifiche dal 1995.

Tutti gli articoli pubblicati da AIMS sono di alta qualità istituzionale e di reputazione internazionale.

http://www.aimspress.com/journal/Molecular     — link per il sito

http://www.aimspress.com/article/10.3934/molsci.2019.1.20    — link per astratto dell’articolo

http://www.aimspress.com/fileOther/PDF/Molecular/molsci-06-01-020.pdf  ...

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La biologia molecolare ci aiuterà a svelare i segreti del comportamento autistico

Non possiamo non ritenerci fortunati.

Infatti, rispetto a tutte le epoche che ci hanno preceduto, viviamo in un’era ove i cambiamenti sono velocissimi.

Anche la scienza non sfugge a tale regola.

Prendiamo la genetica: sino a qualche anno fa dominava il concetto lineare che guardava al singolo gene come ad un protagonista assoluto (un gene una specifica proteina e, dunque, una funzione), trascurando le interazioni tra geni, oltre che le caratteristiche dell’intero genoma.

Oggi possiamo interpretare dati clinici partendo dalla conoscenza che le interazioni tra geni sono fondamentali, oltre che un gene può esprimersi o essere silenziato a seconda dell’ambiente (epigenetica).

Anche le conoscenze sul cervello umano hanno subito radicali cambiamenti, liberando il nostro sapere, ad esempio...

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Le terapie cognitivo-comportamentali non rappresentano la prima scelta nell’autismo (parte seconda)

Nella prima parte di questo articolo abbiamo letto che Delacato ha descritto il bambino autistico come un bambino con bizzarre anomalie SENSORIALI, oltre che, con l’evidenza che il solo PIACERE sembra venirgli esclusivamente dalla sua attività grottesca, ricorrente, spesso auto-mutilatrice.

Le neuroscienze moderne hanno definito le basi biologiche del piacere.

Tale argomento, come anche le basi biologiche della percezione, dovrebbe essere ben noto a tutti quei tecnici che hanno deciso di occuparsi dei disturbi dello spettro autistico, prima che questi stabiliscono quale terapia deve essere prescritta  ai loro piccoli pazienti.

Negli ultimi decenni abbiamo scoperto che, anche se il nostro cervello contiene relativamente pochi neuroni che producono dopamina, questi hanno un ruolo importa...

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Le terapie cognitive-comportamentali non rappresentano la prima scelta nell’autismo (parte prima)

Durante questi tre anni di vita del blog “autismo fuori dagli schemi” (primo articolo 30 aprile 2016), abbiamo, numerose volte, ricostruito i tratti salienti di 76 anni di storia dell’autismo che, senza alcuna forzatura, potremmo definire come una storia di confusione da parte degli accademici, con conseguenze drammatiche sulle proposte terapeutiche offerte ai soggetti con autismi.

Fino al 1980, non solo mancava una definizione coerente di “AUTISMO”, la discussione degli accademici sembrava focalizzata prevalentemente sulla compatibilità o meno del ritardo mentale in un quadro clinico considerato “psicotico”.

Infatti, all’epoca, l’autismo veniva considerato per lo più come una manifestazione precoce della schizofrenia infantile, ovvero un disturbo emotivo radicato nelle dina...

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BUONA PASQUA

…a volte il buio della notte sembra penetrare nell’anima ; a volte pensiamo:”ormai non c’è più nulla da fare”, e il cuore non trova più la forza di amare….

Ma proprio in quel buio Cristo accende il fuoco dell’amore di Dio: un bagliore rompe l’oscurità ed annuncia un nuovo inizio, qualcosa incomincia nel buio più profondo.

Noi sappiamo che la notte è “più notte”,è più buia poco prima che incominci il giorno.

Ma proprio in quel buio è Cristo che vince e che accende il fuoco dell’amore.

La pietra del dolore è ribaltata lasciando spazio alla speranza.

Ecco il grande mistero della Pasqua!

(Papa Francesco, Udienza 1 aprile 2015)

Per l’umanità intera, la Pasqua è la possibilità che abbiamo, nel corso di tutta la nostra vita, di “rimetterci in piedi”.

In alt...

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Quali circuiti cerebrali sono alterati nei nati pre-termine?

Negli ultimi trent’anni della nostra storia, nel campo delle scienze che studiano il comportamento umano, la psicologia cognitiva ha registrato un lento e progressivo declino a favore della biologia evolutiva.

Oggi, la biologia evolutiva rappresenta la scienza di riferimento per la comprensione di alcuni processi: percezione, memorie, apprendimento, comportamento, consapevolezza o cognizione, tutti compromessi nei disturbi dello spettro autistico.

Inoltre, grazie agli studi di una folta popolazione di neuroscienziati che fanno riferimento alla biologia evolutiva, possiamo conoscere meglio, non solo come l’uomo o qualsiasi organismo apprende il proprio comportamento, ma, anche, cosa accade nel cervello, sia strutturalmente che funzionalmente, nel corso della crescita o sviluppo.

A tale ...

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