Uncategorized

IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica) 1° giorno del nuovo inizio

1° giorno del nuovo mondo

Ci siamo lasciati nell’attesa della Pasqua con una stupenda poesia di Simone Cristicchi, che voleva essere un piccolo aiuto, un messaggio, una speranza per tutti NOI, ove viene immaginato l’atteso momento in cui l’ISOLAMENTO (argomento che sto cercando di trattare in termini biologici) finirà. Con esso finirà anche la preoccupazione, la paura, il dolore. Nell’attesa Cristicchi fantastica sul mondo che ci attende, ha sognato un “nuovo inizio di un nuovo mondo”.

Non ci sono dubbi.

La Pasqua è la richiesta di una disponibilità a lasciarci cambiare, a diventare “un uomo nuovo”, senza nostalgia dell’uomo vecchio.

C’è necessità di aprirsi alle novità della vita.

Per questo, pur essendo lo scritto odierno la continuazione dei precedenti, l’ho voluto  “indicare” i...

Leggi tutto
Uncategorized

AUGURI

“Questa notte passerà senza farci del male. Questa notte passerà o la faremo passare…….Questo tempo passerà senza farci del male. Questo tempo passerà o lo faremo passare….” (F. De Gregori, bellamore)

Uno scrittore latinoamericano diceva che gli uomini hanno due occhi, uno di carne e uno di vetro; con l’occhio di carne vedono ciò che guardano e con l’occhio di vetro vedono ciò che sognano.

Tutti sognano cose che forse non accadranno mai… Ma bisogna sempre sognarle, desiderarle, cercare orizzonti nuovi, aprirsi a cose grandi. Sognare che se si darà il meglio la nostra storia sarà diversa e noi saremo diversi.

Albert Einstein diceva: “beati i sognatori, gli idealisti, i teneri. Beati gli ingenui, i grandi che non hanno perso la voglia di sentirsi bambini nell’animo...

Leggi tutto
Uncategorized

IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 31

Il dottor David F. Delacato (PHILADELPHIA U.S.A.) ha scritto per il blog “autismo fuori dagli schemi” quanto segue:
Nel 1974, mio padre Carl Delacato nel The Ultimate Stranger, The Autistic child (Arena Press, Novato, CA), propose una nuova teoria sull’autismo, oggi più di allora
destinata a fare molto rumore. Inoltre, coerente con questa teoria propose anche un trattamento neuroabilitativo.
La sua teoria si era sviluppata dopo molti anni di osservazione, prima in ambito scolastico con bambini con difficoltà di lettura, successivamente in ambito clinico
con cerebrolesi motori gravi e, poi, con bambini con severi problemi del comportamento.
All’epoca rivoluzionaria, in quanto in ambito scientifico nessuno aveva ancora preso le distanze dalle ipotesi Kanneriane della madre frigorifero, la ...

Leggi tutto
Uncategorized

IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 30

La verità ci renderà liberi.

Ieri abbiamo visto che grazie alla plasticità del sistema nervoso, ed in particolare grazie alla notevole plasticità delle cellule nervose della F.R., comprendiamo la capacità di “potenziare le connessioni sinaptiche COMPENSATORIE laddove vengano perse connessioni anatomiche di vie specifiche ascendenti e discendenti”.

Circa una decina di anni fa, nella città di Milano ove mi trovavo per lavoro, per circostanze fortuite, incontrai un gruppetto di persone e tra queste c’era il dottor Gianfranco Morciano.

All’epoca non conoscevo il dottor Morciano e nemmeno avevo familiarità con la sindrome di Tourette...

Leggi tutto
Uncategorized

IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 29

Gli anatomisti sapevano tutto.
loop

Negli ultimi due giorni mi sono abbondantemente soffermato(anche se non sufficientemente per poter capire bene)

sul fatto che, visto il profuso albero dendritico dei neuroni della F.R., le vie ascendenti (periferia- talamo-cortecce sensoriali primarie), nel corso del loro tragitto (è più corretto dire “i potenziali d’azione che scorrono lungo queste vie nervose”), inevitabilmente, convergono su queste cellule nervose. Appare evidente che queste differenti vie ascendenti mandano, sui neuroni della F.R., collaterali che trasportano messaggi nervosi di genere diverso tra loro. Pertanto, sulla stessa cellula nervosa della F.R. convergono potenziali d’azione veicolati da vie visive, uditive, propriocettive, dolorifiche, termiche,ecc....

Leggi tutto
Uncategorized

Io, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 28

Il nuovo (il giovane) “ha bisogno” del vecchio (del nonno).

Ieri abbiamo visto che la F.R. è un complesso di elementi neuronali che occupano tutto il tronco encefalico, dal bulbo al mesencefalo, tra loro connessi in modo da tracciare una struttura di tipo reticolare. Inoltre, abbiamo visto che la F.R. è connessa ad ogni area del S.N.C..

La particolare forma dei suoi neuroni consente, ai nuclei della F.R., di intercettare tutti i sistemi ascendenti e discendenti che transitano lungo il tronco encefalico, mentre la bipolarità degli assoni di queste cellule nervose consente loro di proiettare le informazioni in maniera diffusa a tutto il S.N.C., compresa la corteccia cerebrale.

Da anni, conosciamo che grazie a queste caratteristiche la F.R...

Leggi tutto
Uncategorized

IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 27

Alcuni personaggi importanti ci avevano lasciati nell’attesa.

Ieri abbiamo visto che il talamo rappresenta la principale stazione sinaptica sottocorticale per i segnali diretti a tutte le regioni della corteccia (sensoriali e motorie). Infatti, abbiamo visto che oltre al VPL ed al VPM, dove fanno sinapsi le informazioni somato-sensitive, il talamo contiene molti altri nuclei che convogliano gli altri segnali sensoriali, oltre ai segnali motori, limbici, associativi o modulatori per le differenti aree corticali.

Di particolare interesse per comprendere la patogenesi dei disordini del neurosviluppo è il nucleo reticolare del talamo (da non confondere con la formazione reticolare, anch’essa imortantissima, che la conosceremo bene tra poco)...

Leggi tutto
Uncategorized

IO, NOI,ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 26

Le basi per una “teoria del cervello” applicata all’autismo.

Nel penultimo articolo, abbiamo visto che nel lobo frontale, vicino alle aree motorie associative, c’è un’area che controlla i movimenti oculari (le saccadi). Un’altra importantissima area corticale, di controllo dei movimenti oculari, è situata ai confini tra le cortecce occipitale, parietale e temporale.

Abbiamo visto anche, che un danno in una di queste aree non è sufficiente per poter giustificare il corredo sintomatologico dell’autismo (dobbiamo trovare la spiegazione anatomo-fisiologica della difficoltà nel condividere lo sguardo, abilità patognomonica per la relazione umana), se non altro perchè interesserebbe un solo lato.

Quale altro indizio ci fornisce l’anatomia del S.N.C. umano?

Se consultiamo un...

Leggi tutto
Uncategorized

IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 25

Sarò sempre riconoscente a chi mi diede la possibilità di apprendere come fare la diagnosi.

Sarò sempre riconoscente al dottor Carl H. Delacato ed alla sua famiglia.

Per lui il lavoro (incontrare famiglie di bambini con danni neurologici) non era “una parte della sua vita”.

Il lavoro era “la sua vita”.

Come lo era la sua famiglia, i suoi affetti, i suoi momenti ludici, le sue ansie e/o preoccupazioni.

Proprio per quest’aspetto non avrebbe potuto ricevere le famiglie dei suoi giovani pazienti in un “luogo professionale”.

Sarebbe stato come separare quell’atto dagli altri atti della sua giornata, sarebbe stato come perdere il senso di ciò che stava compiendo.

Per questo motivo, la prima volta che “lo vidi all’opera” fu in un convento di suore ove periodicamente “ricevev...

Leggi tutto
Uncategorized

IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 24

Un affascinante viaggio lungo le vie che ci fanno guardare.

Che cosa provoca un danno ad uno dei nervi cranici che innervano i muscoli extraoculari oppure al suo  nucleo?

La paralisi del(dei) muscolo innervato da quel nervo con conseguente sintomatologia (diplopia o visione doppia).

A prescindere dall’esperienza clinica dello specialista a cui ci si è rivolti, la diplopia non è il sintomo che tipicizza il quadro clinico dei disturbi dello spettro autistico.

Pertanto, lo sguardo sfuggente, come il mancato o scarso contatto oculare che caratterizza i bambini con autismo, non è conseguenziale ad un danno primario nei muscoli extraoculari nè, tantomeno,  nei nervi cranici specifici o nei loro nuclei.

Dobbiamo, attraverso l’anatomia, proseguire l’indagine.

Da alcune aree del tronc...

Leggi tutto