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Percorsi educativi e didattici per bambini special

                                             

Ancora una volta “autismo fuori dagli schemi” desidera segnalare un interessante libro, scritto da Marilena Pedrinazzi, Angelo Luigi Sangalli, Fabio Tognon, dal titolo “Percorsi educativi e didattici per bambini speciali”, QUI EDIT 2025.

Il punto di partenza, per gli autori, consiste nel considerare il “processo di organizzazione neurologica non un processo chiuso, bensì plastico e dinamico. Ciò significa che la cura, o l’educazione, dei bambini con danno neurologico deve presentarsi come un programma di stimola-zione cerebrale che dia l’opportunità di chiudere i circuiti che si erano interrotti o che non si sono potuti configurare”.

In linea con quanto le moderne neuro...

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L’ARTE DI IMPARARE

                                                                

Desidero portare a conoscenza delle lettrici e lettori del blog “autismo fuori dagli schemi” l’ultimo saggio di Stanislas Dehaene:” L’arte di imparare” Raffaello Cortina Editore 2026.

Per il neuroscienziato francese, l’apprendimento è un processo che riguarda ognuno di noi.

Con altre parole, tutti imparano!

Non solo, l’apprendimento è in corso fin da prima della nascita ed accelera nei primi mesi della vita.

L’autore ci ricorda che i circuiti del nostro cervello sotto l’influenza dell’apprendimento cambiano letteralmente forma.

In origine (gravidanza) ogni neurone è indipendente...

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IL CONTROLLO INIBITORIO

                                                                    

Studi di neuroimaging hanno dimostrato che quando leggiamo in silenzio la nostra corteccia uditiva, l’area corticale predisposta alla percezione dei suoni, si attiva.

A conferma che la nostra “voce interiore” viene elaborata dal nostro cervello come se fosse una “voce reale”.

Con termini semplici, è come se fosse un’allucinazione.

La differenza consiste nel fatto che questa voce che sentiamo dentro di noi è prodotta da quanto stanno facendo i nostri occhi (leggere) e le nostre orecchie (non stanno ascoltando misteriose presenze).

Lo stesso processo è in atto nell’acquisizione del linguaggio nel corso del neurosviluppo: in p...

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HOMO DOCENS Siamo una specie “condannata ad imparare”. E’ per questo che le neuroscienze di inizio terzo millennio, più che Homo Sapiens, ci autodefiniscono Homo Docens (Stanislas Dehaene 2024). In effetti, veniamo al mondo estremamente immaturi (dalla prospettiva neuropsicologica). Per questo, necessitiamo di assistenza per un lunghissimo tempo della nostra vita. Eppure, questa nostra caratteristica, apparentemente limitante, diventa la nostra “forza”. Infatti, in questo lungo tempo del neurosviluppo, grazie a due proprietà biologiche del nostro Sistema Nervoso: “la plasticità e la ridondanza neuronale”, il nostro copnnettoma viene modellato dall’educazione e dalla formazione consentendoci di diventare membri rappresentativi del gruppo di appartenenza. Senza gruppo, visto il lungo tempo di immaturità dalla nascita, nessun umano sarebbe sopravvissuto. Allo stesso modo, senza il cablaggio della rete neurale modulato dalle “abitudini” del gruppo (cultura), nessun cucciolo d’uomo diventerebbe “Uomo”. Non dobbiamo sforzarci per comprendere che Natura e Cultura non sono separabili. La cultura diventa il più potente fattore epigenetico nel processo di Organizzazione dei nostri cervelli (neurosviluppo). Il contributo che il testo Homo Docens, di Antonio Parisi, vuole dare alle lettrici ed ai lettori, è che prima ancora dell’educazione e della formazione, quel cervello deve subire una fase di sviluppo che porterà il cucciolo d’uomo ad avere la consapevolezza o conoscenza di essere il suo corpo il soggetto che agisce, ed agirà, sul mondo. Questa fase, sensori-motoria, si svolge nei primi mille giorni di vita (dal concepimento al riconoscersi allo specchio). Possiamo continuare a trascurare quanto accade nei nostri cervelli durante questa fase sensori-motoria? Cosa regola il corretto neurosviluppo in questa prima fase della nostra vita? Vi invito alla prima presentazione di questo saggio che si terrà in Sorrento, presso la Chiesa dei Servi di Maria, sabato 18 aprile ore 10,30.

                                            

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                                               AUTISMO e CERVELLO

Il termine “autismo” viene convenzionalmente utilizzato per definire un quadro clinico ove un disordine dello sviluppo delle abilità comunicative, specie verbali, si associa ad una difficoltà, con la crescita, nello stabilire relazioni, il tutto, sovente, in presenza di comportamenti ripetitivi.

 Tale quadro clinico, negli ultimi decenni, viene considerato dalla comunità scientifica secondario ad un disordine del neurosviluppo o organizzazione del connettoma, la cui patogenesi va ricercata in una iperattività o ipoattività precocissima (primi mille giorni di vita ovvero entro il secondo anno di età) del processamento sensoriale.

Chi ha un minimo di conoscenza di anatomia e fisiologia del Sistema Nervoso i...

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Al di là del festival….

L’interazione tra suono, sistema nervoso centrale e sistema autonomo rappresenta un dialogo biologico che investe l’intero organismo. Infatti, come ci ricorda il professor Alberto Oliverio nel suo articolo pubblicato sulle rivista Mind numero 255, l’esposizione a brani musicali sia attraverso l’ascolto passivo sia mediante la sua esecuzione, evoca profonde risposte emotive, facilita il recupero di memorie episodiche, migliora i processi di apprendimento e potenzia diverse funzioni cognitive.

Tutti i segnali uditivi provenienti dall’orecchio arrivano al talamo, che funge da stazione di ritrasmissione verso la corteccia uditiva primaria e secondaria, situata nel lobo temporale, per proseguire verso aree associative secondarie e terziarie, inclusa la corteccia prefrontale e il sistema lim...

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Le basi neurobiologiche dell’autocontrollo.

                                          

Siamo una specie vivente capace non solo di vivere “in gruppo” ma, soprattutto, di vivere “con il gruppo”.

A patto che, sin dalla primissima infanzia, iniziamo a sviluppare un’abilità: l’autocontrollo.

Appare logico che tanti ricercatori, nel corso di molti decenni, abbiano studiato il fenomeno (autocontrollo) da una prospettiva psicologica.

Ad esempio, all’inizio degli anni settanta, presso la Stanford University, lo psicologo Walter Mischel mise a punto un test di autocontrollo su bambini conosciuto da molti come “compito di gratificazione ritardata” o “test del marshmallow”.

In questa situazione sperimentale, all’arrivo in laboratorio i bambini vengono portati in...

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Homo docens

…..il cervello viene definito “sistema dinamico”, ossia un sistema che modifica costantemente i propri circuiti per rispondere alle caratteristiche mutevoli ambientali ed alle capacità del corpo.

Quando impariamo le attività delle sinapsi costringe i neuroni a generare nuove connessioni ,sia sul lato dell’assone che su quello dei dendriti.

In altri termini ,i collegamenti tra neuroni fioriscono, muoiono, si riconfigurano senza sosta. Il nostro cervello cambia fisicamente con l’apprendimento. Per questo possiamo dire che siamo una specie ove i geni producono una esuberante sovrapproduzione di neuroni e di circuiti neurali e che lascia la porta aperta all’apprendimento per effettuare la selezione dei circuiti.

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