La fabbrica del cognitivo (parte prima)
Circa dieci anni fa, accompagnai il mio fraterno amico David Delacato ad Oxford per partecipare, entrambi eravamo relatori, ad un convegno su bambini con A.D.H.D. In tale circostanza ebbi modo di precisare, provocando immenso stupore in chi mi ascoltava, che le mucche venivano trattate dai veterinari in modo più scientifico di come la psichiatria infantile trattava i suoi piccoli o giovani pazienti. Infatti, ebbi modo di affermare che, quando una mucca all’interno della stalla modificava il “suo comportamento” (mucca pazza), non veniva inviata dallo psichiatra per definirne le “dinamiche ambientali” o la “genetica”, ma veniva dichiarata”infetta” e, pertanto, si consigliava di non mangiarla (cosa che all’epoca rappresentava una minaccia economica per gli inglesi).
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