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Al di là del festival….

L’interazione tra suono, sistema nervoso centrale e sistema autonomo rappresenta un dialogo biologico che investe l’intero organismo. Infatti, come ci ricorda il professor Alberto Oliverio nel suo articolo pubblicato sulle rivista Mind numero 255, l’esposizione a brani musicali sia attraverso l’ascolto passivo sia mediante la sua esecuzione, evoca profonde risposte emotive, facilita il recupero di memorie episodiche, migliora i processi di apprendimento e potenzia diverse funzioni cognitive.

Tutti i segnali uditivi provenienti dall’orecchio arrivano al talamo, che funge da stazione di ritrasmissione verso la corteccia uditiva primaria e secondaria, situata nel lobo temporale, per proseguire verso aree associative secondarie e terziarie, inclusa la corteccia prefrontale e il sistema lim...

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Le basi neurobiologiche dell’autocontrollo.

                                          

Siamo una specie vivente capace non solo di vivere “in gruppo” ma, soprattutto, di vivere “con il gruppo”.

A patto che, sin dalla primissima infanzia, iniziamo a sviluppare un’abilità: l’autocontrollo.

Appare logico che tanti ricercatori, nel corso di molti decenni, abbiano studiato il fenomeno (autocontrollo) da una prospettiva psicologica.

Ad esempio, all’inizio degli anni settanta, presso la Stanford University, lo psicologo Walter Mischel mise a punto un test di autocontrollo su bambini conosciuto da molti come “compito di gratificazione ritardata” o “test del marshmallow”.

In questa situazione sperimentale, all’arrivo in laboratorio i bambini vengono portati in...

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Homo docens

…..il cervello viene definito “sistema dinamico”, ossia un sistema che modifica costantemente i propri circuiti per rispondere alle caratteristiche mutevoli ambientali ed alle capacità del corpo.

Quando impariamo le attività delle sinapsi costringe i neuroni a generare nuove connessioni ,sia sul lato dell’assone che su quello dei dendriti.

In altri termini ,i collegamenti tra neuroni fioriscono, muoiono, si riconfigurano senza sosta. Il nostro cervello cambia fisicamente con l’apprendimento. Per questo possiamo dire che siamo una specie ove i geni producono una esuberante sovrapproduzione di neuroni e di circuiti neurali e che lascia la porta aperta all’apprendimento per effettuare la selezione dei circuiti.

Prossima pubblicazione

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IL SONNO E’ IMPORTANTE PER APPRENDERE

                                                      

Apprendere è proprio dell’essere umano. Noi impariamo sempre, per tutto il tempo che viviamo, dal concepimento alla vecchiaia, e questo permette al nostro cervello di modificare struttura (collegamenti o sinapsi) e funzione continuamente. I nostri pensieri dipendono dalle sinapsi, per questo migliore è l’organizzazione delle sinapsi meglio funzionerà la nostra mente. Nella prima fase della nostra vita (fase sensori-motoria) le sinapsi si disfano e si formano a ritmi impressionanti (milioni al secondo). Successivamente, educazione e formazione generano nuovi collegamenti mentre altri si modificano o vengono eliminati.

 Tutto questo grazie alla plasticità del sistema n...

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Natale a porte aperte.


Si racconta che, nella notte di Natale, mentre tutti nel presepe dormivano – i pastori stretti alle loro coperte, Giuseppe seduto con la testa tra le mani stanche, Maria finalmente assopita – il Bambino aprì gli occhi. Non come chi si sveglia, ma come chi sente una chiamata a cui non può sottrarsi. Una luce, più viva di quella della lampada a olio, pareva sussurrargli qualcosa. Era la luce interiore del Padre che lo aveva inviato per salvare il mondo.

Il Bambino conosceva bene quella voce. E non si tirò indietro. Così, accanto alla grotta, appeso alla cintura di un pastore, c’era un mazzo di chiavi: alcune lucide, altre storte, certe pesanti come un destino, altre piccole come un fiore. Il Bambino, senza che nessuno se ne accorgesse, allungò la mano e le prese...

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ALLATTARE I PROPRI FIGLI AL SENO E’ BENE

                                            

Da circa venti anni siamo venuti a sapere che il latte materno non è solo un nutrimento ma anche un dialogo, intimo, costante, invisibile, poiché cambiava a secondo del sesso del neonato.

 Infatti, la scienziata Katie Hinde nel 2008, in un laboratorio della California, scoprì che le madri di macaco rhesus producevano un latte diverso a seconda che avevano partorito un maschio oppure una femmina.

Grazie alla sua ricerca si venne a conoscere che i cuccioli maschi ricevevano latte più ricco di grassi e proteine mentre le femmine ricevevano più latte in volume e, soprattutto, più ricco di calcio.

In altri termini, il latte si adattava per ciascun cucciolo.

In seguito si è visto che...

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Considerazioni di un genitore.

Egr. dott. Parisi,

l’ultimo suo articolo sul Blog “Autismo fuori dagli schemi” rappresenta un definitivo punto di svolta nella tragica storia del disturbo autistico. Infatti, come riportato nel suo testo “La teoria del cervello autistico”, dalla fattiva collaborazione con il dott. Delacato, la sua esperienza clinica e l’avanzare delle conoscenze sul cervello, lei ha correttamente intuito come le difficoltà sensoriali che determinano l’autismo dovevano originarsi da alterazioni fisiologiche a livello del nucleo reticolare del talamo e delle connessioni talamo/corticali. Oggi, il lavoro dell’Università di Stanford ne dà piena conferma scientifica.

Nell’apprezzare il grande impegno protratto nel corso degli anni per giungere finalmente a una definitiva «interpretazi...

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IPERECCITABILITA’ DEI NEURONI DEL NUCLEO RETICOLARE DEL TALAMO ED AUTISMO

           

L’incontro con il dottor Carl H. Delacato, nel giugno 1992, non fu per me un incontro solo “ricco di umanità” ma anche “rivoluzionario” dalla prospettiva professionale.

 Infatti, per la prima volta avevo incontrato un neuro-scienziato che studiava l’autismo da una prospettiva biologica evolutiva e, pertanto, considerava il quadro clinico di “quei cuccioli d’uomo” secondario ad una problematica di “Organizzazione Neurologica”; anticipando di trent’anni il concetto di “Neurosviluppo”. Inoltre, il dottor Delacato descriveva “quel drammatico quadro clinico” (problematiche comunicative, sociali e comportamentali) conseguenza della disorganizzazione neurologica, i cui effetti si manifestavano con un disordine dell’elaborazione sensoriale...

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Il ruolo del talamo nei disturbi dello spettro autistico.

Da alcuni anni, grazie alla fMRI si è potuto stabilire con “scientificità” che nel cervello dei soggetti con disturbo dello spettro autistico ci fosse un “disordine geografico della rete neurale”. Ovvero, nel cervello dei bambini con disturbo dello spettro autistico ci sono aree iper-connesse ed aree ipo-connesse.

Siccome il cervello umano è estremamente plastico, era lecito porsi una domanda: il disordine di sviluppo della rete neurale rappresenta la causa degli apprendimenti atipici oppure è secondario a quello che il cucciolo d’uomo quotidianamente ha fatto nel corso del suo sviluppo?

Uno studio del 2023 dell’Università della California, Los Angeles dipartimento di neuroscienze, effettuato con fMRI su una popolazione di bambini ad alto rischio familiare di sviluppa...

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