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LO SVILUPPO DELLA MENTE NEL BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

      

Già 2400 anni fa Aristotele descriveva l’uomo come un animale sociale, perchè tende per natura ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società.

Gli antropologi ci hanno indicato che circa due milioni di anni fa è comparso il genere Homo, che aveva un cervello più grande e nuove abilità nel fabbricare utensili in pietra. Questa abilità, in origine, favorì la collaborazione per la competizione e, centocinquantamila anni fa, contribuì ad inaugurare l’era degli umani moderni (Homo sapiens sapiens), cioè di primati capaci di contrassegnare l’identità di gruppo come nessun’altra specie vivente.

Possiamo dire che da centocinquantamila anni abbiamo dato vita ad  un famoso proverbio “africano”: da soli si va più veloce, ma insieme si va più l...

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Perchè i bambini con autismo non sviluppano il linguaggio.

Parte II

Tutti sono a conoscenza che un disturbo dello spettro autistico è caratterizzato da un ritardo dello sviluppo del linguaggio, della relazione, oltre che dalla presenza di alcuni comportamenti “atipici” (stereotipie).

Per anni i tecnici hanno discusso, e litigato, su quale fosse l’aspetto clinico primario, cioè se il ritardo del linguaggio fosse responsabile della chiusura relazionale oppure viceversa (il disinteresse per l’altro fosse responsabile del ritardo di acquisizione del linguaggio).

Da tempo sostengo che ogni tecnico deve prendere le distanze da questa doppia provocazione.

 Lo può fare con semplicità qualora dovesse comprendere che il quadro clinico che ha di fronte (difficoltà comunicative e relazionali) è la conseguenza di un disordine della fase ...

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Perchè i bambini con autismo non sviluppano il linguaggio

Il blog “autismo fuori dagli schemi” pubblica la lezione del master biennale sulla metodologia Delacato tenuta dal Dr. Antonio Parisi

I parte

Cosa c’è alla fonte del nostro “essere cognitivi”?

 Le moderne neuroscienze che, di recente, hanno superato ogni forma di dualismo tra funzioni mentali e funzioni biologiche sono la guida giusta.

  Non esiste una “mente” senza un corpo, ed il “movimento del corpo” condizionerà lo sviluppo della mente. In termini più semplici,  le nostre abilità cognitive si sviluppano con l’esperienza, che è capace di modificare la struttura e la funzione dei nostri cervelli.

Attenzione, non è un “modo” per idolatrare il cervello.

 Infatti, per le moderne neuroscienze, i sistemi nervosi non sono altro che dispositivi d...

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NEL CERVELLO DEL BAMBINO CON AUTISMO L’INIBIZIONE E’ CARENTE.

                           

Più volte, attraverso il blog “autismo fuori dagli schemi”, ho ricordato che viviamo ed operiamo in un tempo fecondo, ricco di nuove conoscenze, sia per quanto riguarda le neuroscienze in generale sia per le neuroscienze dello sviluppo, nello specifico.

 Il progressivo declino del comportamentismo prima e del cognitivismo poi, a vantaggio del nuovo approccio, “sensori-motorio”, ha cambiato la prospettiva dalla quale “guardiamo” la genesi dei nostri comportamenti. Ad esempio, pur consapevoli che le nostre azioni “sembrano” dirette da processi di eccitazione, di volontà, di impegno, di intenzioni a compierle, le moderne neuroscienze ci hanno mostrato che l’essenza dei meccanismi che le regolano è inibitoria.

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La Teoria del cervello autistico

https://www.armandoeditore.it/catalogo/la-teoria-del-cervello-autistico/

Ventidue anni dopo la pubblicazione del saggio I bambini dallo sguardo sfuggente (E.S.I.), Antonio Parisi, neurofisiopatologo, presenta un nuovo libro: “La Teoria del cervello autistico, il neurosviluppo umano” (Armando Editore). Con questo lavoro l’autore intende percorrere un “intrigante” viaggio clinico nel mondo dei disturbi dello spettro autistico, lasciandosi guidare dalla Biologia Evolutiva e dalla Psicologia dello Sviluppo. Da tempo sappiamo che tutte le abilità tipicamente umane, ad esempio il linguaggio e la relazione, sono emerse in relazione alla nostra storia evolutiva.  Sappiamo anche, che queste abilità vengono apprese nel corso dello sviluppo o ontogenesi...

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Il fondamento dell’empatia e della relazione.

             

La sensazione di essere l’agente delle proprie decisioni o Sè è tipica negli esseri umani ed è fondamentale per la nostra vita. In clinica neurologica sono stati descritti casi in cui vi era un deficit d’inibizione del sè nella relazione con l’altro. In questi casi, definiti etero-topo-agnosia, il paziente non si mostrava capace di inibire la percezione di parti del proprio corpo a vantaggio di una indicazione di parti del corpo altrui. Ad esempio, se il medico domanda al paziente “mostrami i miei occhi”, questi ostinatamente indica i suoi; come se non riuscisse ad uscire dal proprio corpo per indicare il corpo dell’esaminatore...

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