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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 30

La verità ci renderà liberi.

Ieri abbiamo visto che grazie alla plasticità del sistema nervoso, ed in particolare grazie alla notevole plasticità delle cellule nervose della F.R., comprendiamo la capacità di “potenziare le connessioni sinaptiche COMPENSATORIE laddove vengano perse connessioni anatomiche di vie specifiche ascendenti e discendenti”.

Circa una decina di anni fa, nella città di Milano ove mi trovavo per lavoro, per circostanze fortuite, incontrai un gruppetto di persone e tra queste c’era il dottor Gianfranco Morciano.

All’epoca non conoscevo il dottor Morciano e nemmeno avevo familiarità con la sindrome di Tourette...

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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 29

Gli anatomisti sapevano tutto.
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Negli ultimi due giorni mi sono abbondantemente soffermato(anche se non sufficientemente per poter capire bene)

sul fatto che, visto il profuso albero dendritico dei neuroni della F.R., le vie ascendenti (periferia- talamo-cortecce sensoriali primarie), nel corso del loro tragitto (è più corretto dire “i potenziali d’azione che scorrono lungo queste vie nervose”), inevitabilmente, convergono su queste cellule nervose. Appare evidente che queste differenti vie ascendenti mandano, sui neuroni della F.R., collaterali che trasportano messaggi nervosi di genere diverso tra loro. Pertanto, sulla stessa cellula nervosa della F.R. convergono potenziali d’azione veicolati da vie visive, uditive, propriocettive, dolorifiche, termiche,ecc....

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Io, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 28

Il nuovo (il giovane) “ha bisogno” del vecchio (del nonno).

Ieri abbiamo visto che la F.R. è un complesso di elementi neuronali che occupano tutto il tronco encefalico, dal bulbo al mesencefalo, tra loro connessi in modo da tracciare una struttura di tipo reticolare. Inoltre, abbiamo visto che la F.R. è connessa ad ogni area del S.N.C..

La particolare forma dei suoi neuroni consente, ai nuclei della F.R., di intercettare tutti i sistemi ascendenti e discendenti che transitano lungo il tronco encefalico, mentre la bipolarità degli assoni di queste cellule nervose consente loro di proiettare le informazioni in maniera diffusa a tutto il S.N.C., compresa la corteccia cerebrale.

Da anni, conosciamo che grazie a queste caratteristiche la F.R...

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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 27

Alcuni personaggi importanti ci avevano lasciati nell’attesa.

Ieri abbiamo visto che il talamo rappresenta la principale stazione sinaptica sottocorticale per i segnali diretti a tutte le regioni della corteccia (sensoriali e motorie). Infatti, abbiamo visto che oltre al VPL ed al VPM, dove fanno sinapsi le informazioni somato-sensitive, il talamo contiene molti altri nuclei che convogliano gli altri segnali sensoriali, oltre ai segnali motori, limbici, associativi o modulatori per le differenti aree corticali.

Di particolare interesse per comprendere la patogenesi dei disordini del neurosviluppo è il nucleo reticolare del talamo (da non confondere con la formazione reticolare, anch’essa imortantissima, che la conosceremo bene tra poco)...

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IO, NOI,ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 26

Le basi per una “teoria del cervello” applicata all’autismo.

Nel penultimo articolo, abbiamo visto che nel lobo frontale, vicino alle aree motorie associative, c’è un’area che controlla i movimenti oculari (le saccadi). Un’altra importantissima area corticale, di controllo dei movimenti oculari, è situata ai confini tra le cortecce occipitale, parietale e temporale.

Abbiamo visto anche, che un danno in una di queste aree non è sufficiente per poter giustificare il corredo sintomatologico dell’autismo (dobbiamo trovare la spiegazione anatomo-fisiologica della difficoltà nel condividere lo sguardo, abilità patognomonica per la relazione umana), se non altro perchè interesserebbe un solo lato.

Quale altro indizio ci fornisce l’anatomia del S.N.C. umano?

Se consultiamo un...

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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 25

Sarò sempre riconoscente a chi mi diede la possibilità di apprendere come fare la diagnosi.

Sarò sempre riconoscente al dottor Carl H. Delacato ed alla sua famiglia.

Per lui il lavoro (incontrare famiglie di bambini con danni neurologici) non era “una parte della sua vita”.

Il lavoro era “la sua vita”.

Come lo era la sua famiglia, i suoi affetti, i suoi momenti ludici, le sue ansie e/o preoccupazioni.

Proprio per quest’aspetto non avrebbe potuto ricevere le famiglie dei suoi giovani pazienti in un “luogo professionale”.

Sarebbe stato come separare quell’atto dagli altri atti della sua giornata, sarebbe stato come perdere il senso di ciò che stava compiendo.

Per questo motivo, la prima volta che “lo vidi all’opera” fu in un convento di suore ove periodicamente “ricevev...

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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 24

Un affascinante viaggio lungo le vie che ci fanno guardare.

Che cosa provoca un danno ad uno dei nervi cranici che innervano i muscoli extraoculari oppure al suo  nucleo?

La paralisi del(dei) muscolo innervato da quel nervo con conseguente sintomatologia (diplopia o visione doppia).

A prescindere dall’esperienza clinica dello specialista a cui ci si è rivolti, la diplopia non è il sintomo che tipicizza il quadro clinico dei disturbi dello spettro autistico.

Pertanto, lo sguardo sfuggente, come il mancato o scarso contatto oculare che caratterizza i bambini con autismo, non è conseguenziale ad un danno primario nei muscoli extraoculari nè, tantomeno,  nei nervi cranici specifici o nei loro nuclei.

Dobbiamo, attraverso l’anatomia, proseguire l’indagine.

Da alcune aree del tronc...

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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica) Giorno 23

I bambini dallo sguardo sfuggente

Il numero dei bambini a cui è stato diagnosticato l’autismo è cresciuto considerevolmente negli ultimi trent’anni.

Per molti, proprio questo dato nega la spiegazione che l’autismo possa avere una genesi ereditaria poichè le mutazioni del DNA non avvengono così rapidamente.

Già agli inizi dello scorso secolo, di fronte all’elevata frequenza con cui venivano diagnosticate le malattie mentali, uno dei padri della moderna psichiatria, Emil Kraepelin, formulò l’ipotesi che un brusco aumento di queste patologie fosse provocato dalle accresciute dimensioni delle città, dall’aumento delle povertà urbane e dal ritmo di vita accellerato...

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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 22

Gli stranieri dell’ultima frontiera.

Guardare un bambino che, senza fine, si morde una mano o fa ruotare un portacenere in modo ipnotico, fissa per ore, con lo sguardo vuoto, un granello di polvere, che urla, al vostro avvicinarsi, come un animale ferito, che si colpisce il volto senza fine o si spalma sul corpo le sue stesse feci, guardando per tutto il tempo diritto attraverso di voi, incute paura.

Questo è il bambino autistico!

Egli vi ignora: è respinto da ogni contatto umano, non vi ascolterà o parlerà con voi, nè vi permetterà di toccarlo. Non vorrà neppure guardare un altro essere umano. Il suo solo piacere, il suo soddisfacimento, sembra solo venirgli dalla sua attività grottesca, ricorrente, spesso automutilatrice.

Preferisce le cose alla gente; è sempre solo, chiuso i...

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IO, NOI, ontogenesi della relazione umana (tipica ed atipica). Giorno 21

Perchè definire l’autismo una disprassia è solamente un piccolissimo passo in avanti?

Chi ha letto con attenzione gli ultimi due articoli intuisce il perchè negli ultimi anni, sempre più ricercatori, a livello internazionale, hanno definito i bambini con disturbo dello spettro autistico “bambini disprassici”.

Dalla mia prospettiva (come neurofisiopatologo)  questo cambio di paradigma, per essere utile alla nostra causa (conoscere che cos’è l’autismo per progettare indirizzi terapeutici più efficaci)) deve rappresentare solo l’inizio del cambiamento.

Comunque, ha il merito di spostare l’attenzione dal comportamento al sistema motorio, e non è poco.

Se si pensa alla straordinaria raffinatezza dei movimenti che possono essere compiuti da un musicista, un ginnasta o un ch...

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