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La teoria del filtro ci ricollega nella natura

Nell’ultimo articolo del blog abbiamo ricordato che, circa duecentomila anni fa e per settantamila anni, mentre in altre parti del continente africano le popolazioni di Homo sapiens si estinguevano via via che gelo e siccità falcidiavano animali e piante, i fortunati abitatori del margine meridionale dell’Africa (nostri antenati, dimostrato anche dal fatto che gli esseri umani hanno una diversità genetica molto bassa in confronto di molte altre specie con popolazioni di dimensioni e diffusione geografica minore) si cibavano con molluschi ricavati dal mare, smentendo la nostra convinzione che considera la moderna cognitività e le capacità mentali conquiste “dell’uomo moderno”(homo sapiens-sapiens).

Infatti, la raccolta dei frutti di mare era più difficile di quanto si possa pe...

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Dieta, batteri intestinali e funzioni cerebrali

Nell’articolo del 16 novembre scorso il blog si è soffermato sul microbiota, ovvero su quell’immensa popolazione di microrganismi simbiotici che convivono con l’organismo umano senza danneggiarlo, il cui insieme, negli ultimi anni, è stato paragonato ad un vero organo supplementare, implicato soprattutto nei meccanismi immunitari.

Secondo il parere di numerosi ricercatori, il vertiginoso aumento di alcune condizioni morbose (allergie, malattie autoimmunitarie), nei paesi più industrializzati, troverebbe la spiegazione più ovvia in una alterazione del microbiota.

Inoltre, vari studi tenterebbero a confermare un ruolo cruciale del microbiota e di una sua alterazione in una serie di disturbi cerebrali quali la depressione, il disturbo bipolare, la schizofrenia, il morbo di Alzheimer...

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Buon capodanno, auguri………ed altro

Capodanno 2018

Il blog vuole formulare alle lettrici, ai lettori ed alle loro famiglie, gli auguri più fervidi di serenità, di buona salute e di benessere per questo nuovo anno.

Inoltre, coglie questa speciale occasione per ringraziare, di cuore, per il supporto, diretto e indiretto, assicurato nel far conoscere quanto pubblicato in questi venti mesi.

Il successo, conseguito in questo periodo, e l’accoglienza, riservata alle nuove idee proposte attraverso il blog, oltre alla “generosità” dell’Associazione La Mano Tesa, hanno consentito di pubblicare, nel giugno scorso, il volume AUTISMO FUORI DAGLI SCHEMI.

GRAZIE ALLA DOTTORESSA IRENE del OLMO (medico-chirurgo) IL VOLUME E’ STATO TRADOTTO IN LINGUA SPAGNOLA.

Ringrazio anticipatamente tutti coloro che, attraverso le condivision...

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Il muro d’ombra…….Auguri di buon Natale

Siamo ormai sotto tiro, il Natale lo percepiamo nell’aria e la liturgia cerca di farci convinti che se il Signore è venuto duemila anni fa, e verrà nella gloria alla fine dei giorni, viene anche in quest’ora della storia, ma compare come ospite velato.

Dice Elia: “ Il Signore è venuto ma non lo hanno riconosciuto”

Il problema è del riconoscimento.

Per noi, conoscere Gesù non è poi tanto difficile: lo conosciamo nella liturgia, nella Bibbia, negli studi di teologia, nelle nostre meditazioni, nel tabernacolo; conosciamo il suo pensiero, la sua parola, la sua opera.

Il problema è riconoscere, che è molto più difficile di conoscere, perchè bisogna saper togliere il muro d’ombra, dice Ungaretti nella poesia La Madre.

Il nostro corpo è come il muro d’ombra...

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Chi siamo?…..Evoluzione, neurosviluppo, apprendimento

In tanti articoli precedenti abbiamo visto come, i ricercatori in neuroscienze, hanno demolito qualsiasi modello organizzativo, delle nostre cortecce cerebrali, di tipo modulare e, dunque, qualsiasi protocollo terapeutico di tipo cognitivista, per la cura delle patologie del neurosviluppo.

In altri termini potremmo dire che, è il concetto stesso di “cognizione umana” ad aver subito una radicale modifica negli ultimi decenni. Infatti, si è presa “conoscenza”che, la realtà esterna possiede una sua oggettività che gli uomini non possono “conoscere”.

Il nostro cervello non si è evoluto per “conoscere” il mondo esterno così come è in realtà (ciò che pensano i cognitivisti), ma per garantirci la sopravvivenza...

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Modificare il passato per migliorare le percezioni presenti

Sin dai primi articoli pubblicati (maggio 2016), il blog ha tentato di spiegare, nei termini delle neuroscienze attuali, perchè l’ approccio comportamentista non possa  rappresentare la proposta terapeutica di prima scelta per la cura dei disturbi dello spettro autistico in età evolutiva. Allo stesso tempo, in tantissimi articoli, si è cercato di far luce sull’approccio neurobiologico evolutivo al fine, sia di definire quali circuiti neuronali sono compromessi nel bambino autistico che stiamo osservando, sia per stabilire le giuste proposte terapeutiche abilitative (esperienze sensori-motorie).

La nostra scelta nasce anche dalla consapevolezza che abbiamo un passato in comune con tutte le specie viventi che ci circondano, dato che ognuna di esse si è evoluta nello stesso ambiente i...

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Se modifichiamo le nostre esperienze modifichiamo il nostro cervello

Immaginate una strada molto buia. In lontananza c’è un lampione che illumina un piccolo tratto di marciapiede (tutti gli altri sono fuori uso). Nel cerchio di luce c’è qualcuno a carponi. Vi avvicinate e domandate a quella persona cosa stia facendo. “STO CERCANDO LE CHIAVI”, risponde. Naturalmente desiderate dare una mano, dato che il tizio sembra disperato. E’ tardi e fa freddo, e certamente quattro occhi vedono meglio di due. Quindi per rendere più efficiente la ricerca, domandate : dove sono cadute le chiavi? MI SONO CADUTE LAGGIU’, ed il tizio indica un punto lontano un centinaio di metri. Ma allora perchè le sta cercando qui? “PERCHE’ QUESTO E’ L’UNICO POSTO DOVE RIESCO A VEDERE”

Il dottor Carl H...

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Dare senso ai sensi

Dalle neuroscienze moderne è emerso che, come per tutte le specie del creato, non siamo venuti al mondo per “conoscere” la realtà delle cose (anche perchè ogni specie vivente percepisce alcuni aspetti della realtà, a discapito di altri), ma per manipolarle, al fine della sopravvivenza.

In tale ottica, il processo di tentativo ed errore (attività sensori-motoria), o, per meglio dire, la RISPOSTA MOTORIA (movimento o inibizione del movimento), rappresenta il “cuore” della percezione. Infatti, tutto il “percepito” (esperienze sensori-motorie precedenti) fornisce al cervello quell’essenza capace di plasmare l’intera architettura neuronale (organizzazione neurologica)...

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La percezione è il sapore di una mela

Quando nel 1992 incontrai Carl H. Delacato ebbi la fortuna di “incontrare un maestro”. Infatti, senza che io ne avessi la piena consapevolezza, nei sette anni successivi che collaborai con lui, costantemente mi indicò “come osservare” e non “cosa osservare”.

L’aspetto più affascinante è che, il dottor Delacato, raggiunse il suo scopo, non con l’uso di una moderna tecnologia ma, modificando il mio modo di “vedere”.

Dagli articoli precedenti pubblicati dal blog (la fabbrica del cognitivo) abbiamo compreso che, tutto quello che convenzionalmente abbiamo definito cognitivo (linguaggio, letto-scrittura, concetto di spazio-tempo, comprensione delle metafore, immaginare scene, prendere decisioni giuste svincolate dal qui ed ora, ecc...

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