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Imparare ad imparare

Quando nel 1992 incontrai per la prima volta il dottor Carl H. Delacato, sua moglie Janice e suo figlio David, nacque in me, immediatamente, la voglia di comprendere quali segreti biologici venivano celati dai “comportamenti bizzarri” dei bambini autistici. Fu questo il motivo per il quale, l’amico Sergio Martone, mi consigliò la lettura di alcuni autori (Edelman, Kandel, Changeux, Calissano), tutti ispirati dai principi della biologia evolutiva.

Leggere le teorie e gli studi di questi scienziati non solo fece nascere in me una vera “dipendenza dal sapere”, ma modificò anche il mio approccio verso il primo quesito filosofico: “Conosci te stesso”.

Compresi che solo per i teologi e per pochi filosofi, oltre che per nostalgici analisti, poteva ancora essere sufficiente fare pr...

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Google ci rende geni o stupidi?

Più volte, negli articoli scientifici pubblicati dal blog “autismo fuori dagli schemi”, ho ricordato alle lettrici ed ai lettori che, per le neuroscienze del terzo millennio, ogni uomo è la sua storia.

Essere la propria storia significa che possiamo comprenderci solamente in una prospettiva evolutiva, di neurosviluppo, educativa, oltre che sociale e tecnologica.

E’ proprio sulla nostra storia tecnologica recentissima, oltre che sull’utilizzo del digitale nei bambini con neurosviluppo atipico, che vorrei condividere qualche riflessione, pur consapevole che gli strumenti tecnologici stanno dando un grande aiuto nello sviluppo socio-culturale, nella didattica, nel campo medico, nella produttività, ma usati acriticamente possono produrre “effetti indesiderati”.

Deve essere subit...

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BUON NATALE a tutti quelli che stanno al buio ma sperano di trovare la luce.

Le donne del nostro popolo si coprono per non esporsi e perdere il bianco segreto della pelle. A me piace invece il segno del sole sul collo dei braccianti, sul dorso delle mani. In queste albe salgo a riceverlo, così il bambino impara la luce, non si spaventerà quando uscirà all’aperto. Gli piace già, sta a pancia in su come i cuccioli. Gli racconto: “Più del giorno ti stupirà la notte. E’ un grande grembo stracarico di luci. Nelle sere d’estate qualcuna si stacca e viene vicino, fischiando. In mezzo a loro passa una via bianca, un siero di latte, quando lo vedrai vorrai succhiarlo. Pensa che io sono una di quelle luci e intorno a me c’è un ammasso di altre. Così è la notte, una folla di madri illuminate, che si chiamano stelle: di tutte loro, solo io la tua...

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Buon Cambiamento a tutti quelli che si prendono cura dei bambini con autismi.

Per i Cristiani questi giorni dell’anno corrispondono all’Avvento (attesa). Attesa verso il “cambiamento della propria vita” che non potrà generarsi se non dall’incontro con Gesù.

Per tutti gli Uomini questi giorni dell’anno corrispondono ad un periodo di preparativi per “la festa”. In tutti è viva la speranza che “qualcosa” o “qualcuno” possa CAMBIARE la nostra vita.

E’ per questo che il mio fraterno amico, Sergio Martone, mi ha inviato un “inno al cambiamento di paradigma”, una “preghiera ad uscire fuori dagli schemi che vedono il pensiero umano sottomesso alle tradizioni”.

Si tratta di una prefazione scritta per un libro: MICHELA, nel 1979, dal mio maestro Carl H. Delacato.

Voglio condividerla con le lettrici e lettori del blog “Autismo fuori dagli schemi”, augurando a tutti di non s...

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Cosa ci ha reso umani?

Emiliano Bruner è un paleo-neurobiologo ed è direttore del gruppo di ricerca in paleo-neurobiologia del Centro Nazionale di Ricerca sull’Evoluzione Umana a Burgos (Spagna), oltre ad essere professore presso il Centro di Archeologia Cognitiva dell’Università del Colorado (U.S.A.).

Nel mese scorso (novembre 2019) ha pubblicato un interessantissimo articolo sulla rivista Cerveaux & Psyco dal titolo “Il lobo che ci ha resi umani” facendo riferimento al lobo parietale, specie la parte inferiore, ed al ruolo di questa parte della nostra corteccia cerebrale nel garantirci di organizzare la cognizione (biocognitivismo).

Con le lettrici ed i lettori del blog “autismo fuori dagli schemi” vorrei sottolineare alcuni punti dell’articolo del professor Bruner al fine di una migliore comprensio...

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La psicanalisi, la genomica, la connettomica, gli autismi.

Da poche ore ho finito di leggere “CONNETTOMA”, un libro di Sebastian Seunc codice edizioni, e vorrei condividere con i lettori del blog “Autismo fuori dagli schemi” alcune considerazioni.

Per prima cosa, mentre leggevo la prima parte del libro, ho pensato ad un articolo di Edoardo Boncinelli scritto per il Corriere della Sera nel gennaio 2018.

In quell’articolo, Boncinelli sosteneva che, oltre alla genetica (DNA) ed all’ambiente (nutrimento, malattie, incidenti, agiatezza o meno, soddisfazioni e frustrazioni, insegnamento, scuola, interessi culturali, situazioni sentimentali e quantaltro), un fattore importantissimo nel determinare chi siamo (i nostri comportamenti) è rappresentato dal CASO (l’insieme di eventi biologici che hanno luogo nel nostro corpo e che non sono riconducibil...

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CON-TATTO

E’ abbondantemente riportato in letteratura che molti soggetti con disturbo dello spettro autistico, anche da adulti, apparentemente mostrano difficoltà nel gestire le emozioni (agitazione motoria quando sperimentano stati emotivi), nel comprendere i segnali che il loro corpo invia al loro cervello (riferire particolari dolori e la sede di questi dolori), nel tentare di nascondere i propri sentimenti all’altro oppure nell’intuire i sentimenti altui (quest’ultimo punto, per la mia esperienza clinica, rappresenta una vera leggenda metropolitana).

Le neuroscienze moderne stanno svelando i meccanismi biologici che sono alla base di queste osservazioni cliniche.

Lo stanno facendo puntando i riflettori su una particolare via di senso, del tutto trascurata dal cognitivismo tradizionale e...

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Apprendere con il proprio corpo.

Egregio Professore Parisi,

come assiduo lettore del suo Blog, le invio il seguente articolo che ho letto di recente. Nella tematica trattata, ho notato una completa identità di pensiero con i suoi interventi in relazione all’intimo collegamento tra mente e corpo. Tale clamorosa e documentata conferma delle sue interessanti riflessioni sull’approccio alla mente alterata, convalida ancora di più l’attuale necessità di “uscire dagli schemi” se si desidera avvicinarsi alla verità.

Sergio Martone

Cerveau & Psycho N. 113. Settembre 2019.  Pag. 40

APPRENDERE CON IL PROPRIO CORPO

Restare seduti e ascoltare?

Secondo la psicologia cognitiva, c’è di meglio da fare: i nostri gesti possono aiutarci ad assimilare meglio i concetti.

Manuela Macedonia, ricercatrice all’Istituto Max-Planck di Neuro...

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La diagnosi differenziale tra il Sè dissociato ed il Sè disorganizzato

Le basi neurobiologiche del ragionamento e della decisione: diagnosi differenziale tra il SE’ dissociato o frantumato ed il SE’ disorganizzato, secondo un approccio neurobiologico-evolutivo.

Tra i fumatori occasionali (meno di una sigaretta al giorno) solo il 15% pensa che da lì a 5 anni diventerà un fumatore accanito. Mentre lo diventerà il 43% di loro.

Tra i fumatori accaniti solo il 32% pensa che nei prossimi 5 anni lo sarà ancora. Mentre il 70% continua a fumare.

Appare evidente a tutti che, non c’è bisogno di essere un uomo di scienza per intuire che la consapevolezza non ha alcun primato all’interno della vita della nostra mente; così come, la nostra mente non può essere riconducibile alla consapevolezza (limite del cognitivismo).

Ma è pur vero che, nel 2019 le osserva...

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Dare fondamenti biologici all’autismo

Il termine autismo fu utilizzato per la prima volta nel 1908 da Eugen Bleuler che lo aveva riferito ad una particolare forma di isolamento dal mondo, sintomo tipico della schizofrenia.

Nel 1943, il dottor Leo Kanner che all’epoca lavorava presso il Johns Hopkins hospital di Baltimora, lo riprese per descrivere le condizioni cliniche di 11 bambini di età compresa tra i 2 e gli 8 anni affetti, per l’appunto, da quello che definì “autismo infantile precoce”.

Da allora, la medicina ha compiuto notevoli progressi nella descrizione e nella comprensione della clinica dell’autismo, al punto che, anche senza essere genitori o neuropsichiatri infantili, insegnanti o educatori, tecnici della riabilitazione o psicologi, molti conoscono e riconoscono soggetti con autismo.

Eppure si avverte,...

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