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Considerazioni di un genitore.

Egr. dott. Parisi,

l’ultimo suo articolo sul Blog “Autismo fuori dagli schemi” rappresenta un definitivo punto di svolta nella tragica storia del disturbo autistico. Infatti, come riportato nel suo testo “La teoria del cervello autistico”, dalla fattiva collaborazione con il dott. Delacato, la sua esperienza clinica e l’avanzare delle conoscenze sul cervello, lei ha correttamente intuito come le difficoltà sensoriali che determinano l’autismo dovevano originarsi da alterazioni fisiologiche a livello del nucleo reticolare del talamo e delle connessioni talamo/corticali. Oggi, il lavoro dell’Università di Stanford ne dà piena conferma scientifica.

Nell’apprezzare il grande impegno protratto nel corso degli anni per giungere finalmente a una definitiva «interpretazi...

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IPERECCITABILITA’ DEI NEURONI DEL NUCLEO RETICOLARE DEL TALAMO ED AUTISMO

           

L’incontro con il dottor Carl H. Delacato, nel giugno 1992, non fu per me un incontro solo “ricco di umanità” ma anche “rivoluzionario” dalla prospettiva professionale.

 Infatti, per la prima volta avevo incontrato un neuro-scienziato che studiava l’autismo da una prospettiva biologica evolutiva e, pertanto, considerava il quadro clinico di “quei cuccioli d’uomo” secondario ad una problematica di “Organizzazione Neurologica”; anticipando di trent’anni il concetto di “Neurosviluppo”. Inoltre, il dottor Delacato descriveva “quel drammatico quadro clinico” (problematiche comunicative, sociali e comportamentali) conseguenza della disorganizzazione neurologica, i cui effetti si manifestavano con un disordine dell’elaborazione sensoriale...

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Il ruolo del talamo nei disturbi dello spettro autistico.

Da alcuni anni, grazie alla fMRI si è potuto stabilire con “scientificità” che nel cervello dei soggetti con disturbo dello spettro autistico ci fosse un “disordine geografico della rete neurale”. Ovvero, nel cervello dei bambini con disturbo dello spettro autistico ci sono aree iper-connesse ed aree ipo-connesse.

Siccome il cervello umano è estremamente plastico, era lecito porsi una domanda: il disordine di sviluppo della rete neurale rappresenta la causa degli apprendimenti atipici oppure è secondario a quello che il cucciolo d’uomo quotidianamente ha fatto nel corso del suo sviluppo?

Uno studio del 2023 dell’Università della California, Los Angeles dipartimento di neuroscienze, effettuato con fMRI su una popolazione di bambini ad alto rischio familiare di sviluppa...

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La Teoria del cervello autistico trova ulteriore sostegno nella Biologia Evolutiva

                 

Nel 2022 ho pubblicato “la Teoria del cervello autistico” (Armando Editore).

A distanza di poco più di tre anni, dalla sua pubblicazione, la Biologia Evolutiva ha ancora una volta mostrato che almeno come principio potrebbe essere interessante approfondirla.

La Teoria del cervello autistico ha come fondamento:

-Le difficoltà relazionali e comunicative, che il cucciolo d’uomo progressivamente manifesta nel corso della sua crescita, sono la conseguenza e non la causa del problema.

 -La causa della clinica è da ricercare nel neuro-sviluppo di quel bambino. Pertanto, la questione primaria non è l’autismo bensì il disordine del neuro-sviluppo.

-Il neuro-sviluppo umano differisce da quello di tutte le altre specie dotate di sis...

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NEUROPLACENTOLOGIA

                                                         

Dato che un feto non è in grado di respirare né di alimentarsi, deve necessariamente ricevere ossigeno e sostanze nutritive attraverso il sangue materno. Questo processo si basa su un organo fetale (proviene dal feto, non dalla madre) nascosto nella parete uterina: la placenta.

Costituendo una zona di passaggio tra i tessuti della madre e quelli del feto, negli ultimi decenni abbiamo potuto conoscere che la placenta svolge una funzione importantissima non solo nel trasportare ossigeno e nutrimento dall’una all’altro, come letto sopra, ma anche nel filtraggio delle sostanze tossiche così come nel regolare gli scambi di ormoni dello stress e di messaggeri immunitari...

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COME DISTINGUIAMO LE IMMAGINI FANTASIOSE DA QUELLE REALI

             

Da decenni la ricerca scientifica ha demolito il modello cognitivista (organizzazione cerebrale basata su moduli ove alcuni di questi, tipicamente umani, svolgono funzioni cognitive) per favorire un modello Bio-Evolutivo (abilità complesse richiedono l’integrazione di circuiti neuronali che, nel corso dell’evoluzione, hanno garantito altre abilità agli organismi).

Ad ulteriore dimostrazione di quanto stiamo leggendo si può fare riferimento a quanto, di recente, le neuroscienze hanno scoperto sul come siamo capaci di distinguere la realtà dalle immagini che si generano nella nostra “mente”.

Infatti, oggi abbiamo la dimostrazione che quando si “visualizza con la mente” un volto o una mela, ad attivarsi sono molte delle stesse aree cerebrali ...

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GRAZIE PROFESSOR BONCINELLI


All’età di 84 anni è scomparso Edoardo Boncinelli “scienziato romantico”.

Ho avuto la fortuna di incontrarlo la prima volta, quarant’anni orsono presso l’Università di Napoli (all’epoca lavorava presso il CNR di Napoli), intorno ad un tavolo ove si discuteva di genetica e di epilessie.

Uomo forte, con idee chiare, al punto da poter scrivere “Non basta essere stati grandi scienziati per dire cose scientificamente attendibili. Nella scienza non c’è niente di attendibile se non dimostrato e valutato collettivamente. Nella scienza insomma sono tutti uguali, almeno in linea di principio, e tutti possono dire la loro (Il posto della scienza, Arnaldo Mondadori Editore, 2004).

Bio-Evoluzionista convinto, scrive: Non solo non sembra che l’evoluzione abbia alcun fin...

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Sense of agency

                                                                           

Per le neuroscienze attuali la percezione è il processo che consente all’organismo di astrarre informazioni attraverso l’interazione con la realtà che lo circonda.

 Appare evidente che tale “processo di conoscenza” deve necessariamente passare attraverso i sensi (necessità di trasdurre le informazioni del mondo in corrispettiva energia nervosa).

Anche quando apriamo un rubinetto e l’acqua immediatamente scorre astraiamo l’informazione di aver controllato l’azione che ha portato allo scorrimento dell’acqua, ed esperiamo quel “sense of agency” che, come tutti gli apprendimenti, necessita di uno sviluppo o organizzazione d...

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NATI PER MUOVERSI

                                                                         

Le neuroscienze attuali, quelle ispirate dalla biologia evolutiva, non manifestano dubbi sul fatto che le nostre capacità cerebrali dipendono direttamente da ciò che facciamo con il nostro corpo.

Per molti, più che di una vera rivoluzione rispetto alle ipotesi cognitiviste, si è trattato di un ritorno alla metà del secolo scorso quando molti studiosi avevano ritenuto il movimento non solo un “mezzo” per spostarsi ma, soprattutto, un “qualcosa” che l’organismo doveva compiere per favorire lo sviluppo del suo cervello e delle conseguenti abilità cognitive.

Non stupisce, pertanto, che una moltitudine di ricercatori contem...

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Domande di un genitore


Egregio Dott. Parisi, sempre con il costante desiderio di voler rendere più consapevoli i genitori coinvolti nel disturbo autistico, mi permetto di intervenire di nuovo sul suo Blog dopo l’ultima pubblicazione a proposito del suo interessantissimo commento al testo di M. Ammanniti e P. F. FerrariIl corpo non dimentica”.

Lei, correttamente, pone in evidenza quanto di nuovo emerge dalle osservazioni degli autori a proposito delle recenti ricerche sulle primissime fasi del neurosviluppo e della conseguente organizzazione del Sistema Nervoso...

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