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Il microbiota può determinare le nostre “scelte”?

Il microbiota è l’insieme dei microorganismi simbiotici che convivono con l’organismo umano senza danneggiarlo. Negli esseri umani si trovano milioni di specie differenti di microorganismi, i più numerosi dei quali sono batteri, ma anche in misura inferiore virus e miceti. Il numero totale di cellule del microbiota è oltre cento volte il numero delle cellule dell’uomo, come anche il numero dei geni espressi (microbioma) da tali colonizzatori risulta essere cento volte il numero dei geni dell’uomo. Ogni individuo possiede il suo microbiota che costituisce una sorta di impronta digitale dell’individuo, in quanto varia da soggetto a soggetto, anche se esiste un certo numero di specie condivise da tutti (nucleo filogenetico del microbiota umano)...

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La fabbrica del cognitivo (ultima parte)

Come abbiamo visto negli ultimi due articoli del blog, le nostre “abilità cognitive”(linguaggio, scrittura, lettura, capacità di comprendere metafore e barzellette, ecc.) si “fabbricano”. Questo processo di fabbrica viene indicato dalle neuroscienze moderne con il termine di processo di ORGANIZZAZIONE NEUROLOGICA.

Tale “fabbrica” comincia poco dopo il concepimento e tutti i “mattoni” (neuroni e loro connessioni), messi al posto giusto, risulteranno fondamentali al fine di consentire all’individuo di esprimere quelle “funzioni cognitive tipicamente umane”(modalità umana di astrarre significato).

Non vi sono dubbi che, nel corso dell’evoluzione, vivendo l’organismo in un ambiente notevolmente dinamico, grazie all’adattabilità dei “mattoni” e della circuiteria (plasti...

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La fabbrica del cognitivo (parte seconda)

Una velocità di lettura, che rientra nella media dei lettori esperti, è di circa 250-300 parole al minuto. Indipendentemente dalla velocità, le parole lette attivano una specifica area cerebrale collocata nel solco occipito-temporale sinistro. Questo non significa che per leggere è sufficiente essere provvisti di un’area della lettura, nè che un’abilità cognitiva (lettura) sia specificata in una regione cerebrale.

Infatti, la lettura, abilità tipicamente umana, richiede il funzionamento di numerose aree cerebrali, la cui attività viene condivisa da altre abilità cognitive.

Ad esempio, mentre parliamo o leggiamo la concentrazione di ossigeno nel sangue aumenta in un gruppo di aree della corteccia cerebrale sinistra più che in altre aree corticali...

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La fabbrica del cognitivo (parte prima)

Circa dieci anni fa,  accompagnai il mio fraterno amico David Delacato ad Oxford per partecipare, entrambi eravamo relatori, ad un convegno su bambini con A.D.H.D. In tale circostanza ebbi modo di precisare, provocando immenso stupore in chi mi ascoltava, che le mucche venivano trattate dai veterinari in modo più scientifico di come la psichiatria infantile trattava i suoi piccoli o giovani pazienti. Infatti, ebbi modo di affermare che, quando una mucca all’interno della stalla modificava il “suo comportamento” (mucca pazza), non veniva inviata dallo psichiatra per definirne le “dinamiche ambientali” o la “genetica”, ma veniva dichiarata”infetta” e, pertanto, si consigliava di non mangiarla (cosa che all’epoca rappresentava una minaccia economica per gli inglesi).

In ...

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Autismo e Schizofrenia, più differenze o più punti di contatto?

La finalità di quest’ articolo non è quella di entrare nel merito di come prendersi cura dei soggetti autistici e di quelli schizofrenici, nè di quale specialista debba farlo,  bensì quella di dare un’ interpretazione, la più oggettiva possibile, sul perchè schizofrenia ed autismo ricevono, allo stato attuale, approcci ed attenzioni differenti, in ambito scientifico e sanitario.Inoltre, l’articolo mira a  promuovere un’ educazione non prigioniera delle etichette diagnostiche.

Come ho già scritto in un articolo precedente ( “E’ importante conoscere cosa succede nel cervello schizofrenico” ), negli anni del secondo dopoguerra, e per il ventennio successivo, molti bambini autistici venivano anche diagnosticati come schizofrenici precoci, cosa, in seguito, poco gradita dalle ...

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Comprendere i segnali sensoriali del bambino autistico

Negli ultimi anni è sensibilmente aumentato il numero di tecnici che cercano di comprendere i comportamenti anomali dei bambini autistici in termini di “alterazioni sensoriali”e non più come deficit cognitivi (ritardo mentale).

A tale cambiamento ha contribuito, sia l’intuizione di Carl Delacato negli anni settanta del secolo scorso, che le numerose testimonianze delle persone autistiche, le quali hanno raccontato come le differenze sensoriali rivestono un ruolo importante nella loro vita e, inoltre, di come le difficoltà relazionali e comunicative dipendano dalle anomalie sensoriali.

Infatti, dai resoconti dei soggetti autistici si evince che, sovente, sono implicati tutti i cinque sensi nella genesi dei loro comportamenti anomali...

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I colori dell’anima

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Lorenzo è un giovane di 27 anni di La Spezia. Alla nascita, per una asfissia perinatale, ha riportato un severo danno neurologico con conseguente disorganizzazione neurologica. Il quadro clinico si caratterizza prevalentemente per la tetraparesi spastica e per l’afasia motoria. I suoi genitori, da sempre, a domicilio, con intensità e frequenza quotidiana, hanno cercato di prendersi cura degli aspetti motori e sensoriali di Lorenzo, con notevoli risultati sul controllo della spasticità. Da tre anni Lorenzo ha iniziato a dipingere.

Lorenzo Ludi espone a Sorrento i suoi colori dell’anima. Nessun titolo sarebbe più idoneo alla mostra promossa dall’associazione L’Agapè presieduta da Annamaria Santangelo e curata col suo consueto e intelligente impegno da Amelia Focaccio, che ...

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E’ importante conoscere cosa succede nel cervello schizofrenico

Quando, nel 1943, Leo Kanner per la prima volta descrisse l’autismo infantile, molti medici utilizzavano, per questi bambini, la diagnosi di schizofrenia precoce.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la schizofrenia (età di esordio tra i 16 ed i 24 anni) colpisce tra lo 0.5 e l’1% la popolazione mondiale (in Italia ne sono affette circa 400 mila persone).

La vita di un soggetto schizofrenico, come quella dei suoi familiari, non è facile.

Da una parte le allucinazioni visive e/o uditive, i deliri, talvolta le agitazioni, “spingono” il paziente verso una dimensione differente della realtà; dall’altra, la chiusura relazionale e sociale, la difficoltà nel percepire e manifestare emozioni, l’apatia, lo “spingono” verso l’isolamento...

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Una nuova “visione” del “linguaggio”

Tra le caratteristiche cliniche tipiche dell’autismo, lo sguardo sfuggente e l’anomalo sviluppo del linguaggio, da sempre, hanno attirato le attenzioni degli osservatori, più di ogni altro segno clinico.

Purtroppo, i bambini con disordine dello sviluppo neurologico pagano il prezzo della nostra più assoluta incomprensione, secondaria sia al fatto che “vedere come vediamo” è per noi una cosa estremamente naturale, sia al fatto che, la maggior parte delle idee che ci facciamo sul mondo che ci circonda, oltre alle memorie che di esso abbiamo, sono visive.

In effetti, saper riconoscere un oggetto dal suo sfondo, come avere la capacità di trascurare visivamente alcuni dettagli (ad esempio un neo su un viso) per occuparsi di altri (il volto nella sua globalità), richiede una capacità ...

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