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Quando l’equilibrio non è perfetto

Le moderne neuroscienze stanno dimostrando che alla base di molte condizioni patologiche a carico del nostro cervello con conseguenti modifiche del comportamento, contrariamente a quanto si poteva intuire, non vi è una ridotta attività delle nostre cellule nervose bensì un malfunzionamento dei meccanismi di inibizione con una maggiore scarica dei neuroni. Da molto tempo i neurofisiologi hanno scoperto che nel S.N.C. sono presenti sia neuroni inibitori che neuroni eccitatori e che un sano funzionamento cerebrale dipende da un perfetto equilibrio nella trasmissione dei segnali eccitatori ed inibitori. Sappiamo che i neuroni comunicano liberando sostanze chimiche o neurotrasmettitori. Questi ultimi si legano a specifiche proteine o recettori presenti su altri neuroni contigui...

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Come si sincronizzano gli impulsi nervosi.

Negli ultimi anni i neurobiologi hanno concentrato le loro attenzioni, oltre che sulle cellule nervose o neuroni, anche sulla mielina e sulla relazione tra i neuroni e le cellule mieliniche. Questo ci ha permesso di raggiungere importanti traguardi, sia nel favorire ulteriormente la comprensione di come si sviluppa e si organizza il cervello umano, sia sulla genesi delle nostre abilità mentali. Per chi si è avvicinato da poco a questo argomento voglio solo ricordare che, con il termine mielina solitamente si intende quello strato lipidico che avvolge i prolungamenti dei neuroni (specie assone) consentendo, in tal modo, all’ impulso nervoso di essere più veloce. Ovviamente, questo strato lipidico è fatto di cellule (cellule gliali o mieliniche)...

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I meccanismi biologici del dimenticare ci proteggono dall’epilessia.

Negli ultimi anni, le neuroscienze moderne ci hanno fornito utili conoscenze sui meccanismi sia delle memorie che dell’oblio dimostrandoci che, siccome la nostra vita è soggetta a continui cambiamenti, è fondamentale che il nostro cervello ci aiuti a dimenticare. Infatti, per adattarci alle mutevoli condizioni del nostro ambiente dobbiamo costantemente apprendere nuove informazioni, ma anche dimenticare quanto già imparato. In altri termini, hanno stabilito che il grado in cui ricordiamo dipende anche da quanto bene dimentichiamo e, dunque, l’atto del dimenticare non rappresenta un rivale dell’apprendere, come erroneamente si pensava in un passato recente, bensì un alleato.

Un altro dato degno di essere considerato è che il dimenticare, per le moderne neuroscienze, rappresenta ...

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La nostra finestra sul mondo, e su noi stessi: i sensi.

Negli ultimi due secoli, intrappolati in teorie analitiche, comportamentiste e cognitiviste, abbiamo dedicato scarse attenzioni allo studio dei nostri sensi. Eppure il mondo che tocchiamo, vediamo, ascoltiamo, gustiamo e annusiamo non è altro che uno dei tanti modi in cui la realtà potrebbe apparirci, poichè i nostri sensi FILTRANO le informazioni che giungono ai nostri cervelli.

Per questo motivo voglio, attraverso il blog “autismo fuori dagli schemi”, dare un pò di spazio ai nostri sensi.

La prima cosa che bisogna fare è quella di ripensare in termini moderni ai nostri sensi. Infatti, allo stato, dobbiamo considerare molto semplicistico il pensare che i nostri sensi siano la vista, il tatto, l’udito, l’olfatto ed il gusto.

Infatti, ognuno di questi sensi altro non è che una ...

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Le radici della paura.

Ciro è un bellissimo bambino di 9 anni che vive su una tra le dieci isole più belle al mondo. Per il suo lieve ritardo nello sviluppo del linguaggio e, soprattutto, per le difficoltà relazionali è stato diagnosticato autistico all’età di tre anni. Nonostante avesse iniziato da subito una terapia educativa (prescritta da specialisti del settore), il comportamento di Ciro progressivamente è peggiorato, specie per il sopraggiungere di una “incontinenza emotiva” (frequenti attacchi di riso oppure di pianto incontrollabili, con aggressioni fisiche alla mamma). Per questo motivo, i neuropsichiatri infantili hanno prescritto a Ciro dapprima una terapia educativa/comportamentale e, successivamente, acido valproico e risperidone...

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Intervista fuori dagli schemi,vi presentiamo Lorenzo Ludi

Se c’è qualcosa che ci salverà dai tormenti quotidiani o è la superficialità o è la creatività. Se siete del secondo gruppo non potete non riflettere su questa storia senza provare qualcosa di disperato e di sereno.

Fuori dagli schemi non è un semplice gioco di parole nè, tantomeno, significa mettersi fuori perchè ce l’hai con tutti e tutto.

Fuori dagli schemi potrebbe significare anche non arrendersi quando molti, nella stessa situazione, potrebbero farlo, oppure potrebbe significare non farsi mai rubare la speranza che domani sarà un bel giorno.

Di sicuro nel caso del blog, oltre che dell’intervista con Alessandro Ludi il papà di Lorenzo, “fuori dagli schemi significa uscire dalla “cornice del protocollo” per accedere a “nuovi spazi”.

In biologia, uscire da...

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Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore.

Se avessi dovuto attendere un’ulteriore conferma dell’intimissimo intreccio tra la motricità ed il pensiero, da ieri sera non ho più alcun dubbio. Infatti, concentrato sulla “lotteria dei calci di rigore”, che doveva stabilire a quale squadra di calcio assegnare il primo trofeo stagionale post-covid 19 (Coppa Italia 2019/2020), vale a dire “pensare ossessivamente” che il tiro di Milik andasse in rete, non potevo non avvertire tutta quella tensione muscolare dai muscoli del collo a quelli delle gambe. Allo stesso tempo, un attimo dopo, le mie sensazioni ed emozioni non potevano scollegarsi dal rilassamento dei miei muscoli facciali che atteggiavano il mio volto in sorriso.

L’intreccio tra motricità e pensiero negli ultimi tempi sta interessando sempre di più, non solo gli psic...

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La microglia ci aiuta a dimenticare.

Una caratteristica biologica delle cellule nervose o neuroni è quella di essere elementi perenni.

Se nel corso dell’evoluzione la natura ha stabilito che i neuroni, differenziatisi nei primi mesi della nostra vita intrauterina, dovevano svolgere la loro funzione per tutto il corso della nostra vita una importante ragione doveva esserci.

Infatti, rinunciare alla neurogenesi per avere neuroni perenni significava, innanzitutto, tutelare i nostri apprendimenti consentendoci di conservare i nostri ricordi per periodi lunghissimi, se non per la vita...

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Le parole che non ti ho detto.

Molti miei coetanei ricorderanno il film con Kevin Costner, uscito nelle sale cinematografiche nel 1999 e tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Sparks: “Le parole che non ti ho detto”.

Nel film, come lascia intendere il titolo, si faceva riferimento ad un messaggio d’amore non detto ma scritto e custodito in una bottiglia che il mare consegnerà nelle mani di un’altra persona, generando una nuova storia d’amore.

LA forza del linguaggio (sia verbale che scritto)!!!!

Appare fin troppo chiaro che nessun genitore (per fortuna) potrà mai accettare l’idea che suo figlio non dica parole.

Ma perchè un bambino, intorno ai due anni di vita, non sviluppa il linguaggio?

La questione può essere affrontata da almeno due prospettive...

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