Uncategorized

IPERECCITABILITA’ DEI NEURONI DEL NUCLEO RETICOLARE DEL TALAMO ED AUTISMO

           

L’incontro con il dottor Carl H. Delacato, nel giugno 1992, non fu per me un incontro solo “ricco di umanità” ma anche “rivoluzionario” dalla prospettiva professionale.

 Infatti, per la prima volta avevo incontrato un neuro-scienziato che studiava l’autismo da una prospettiva biologica evolutiva e, pertanto, considerava il quadro clinico di “quei cuccioli d’uomo” secondario ad una problematica di “Organizzazione Neurologica”; anticipando di trent’anni il concetto di “Neurosviluppo”. Inoltre, il dottor Delacato descriveva “quel drammatico quadro clinico” (problematiche comunicative, sociali e comportamentali) conseguenza della disorganizzazione neurologica, i cui effetti si manifestavano con un disordine dell’elaborazione sensoriale.

Da giovane neurofisiopatologo non potevo restare indifferente di fronte ad una tale interpretazione “biologica” (in quell’epoca del tutto assenti nel settore).

Inoltre, la mia formazione scientifica (epilettologo) faceva nascere in me una singolare curiosità: perché in questi bambini la probabilità di manifestare crisi epilettiche sale dallo 0,5% (popolazione sana) al 35%?

Di certo, da biologo, non potevo accettare l’idea che fossero bambini estremamente sfortunati (più patologie differenti allo stesso organo o sistema nonostante la giovanissima età).

Posso affermare che, da quell’incontro, le mie osservazioni cliniche ed i miei studi (la mia ricerca) mi hanno condotto ad elaborare, nel 2022, la Teoria del cervello autistico individuando nel funzionamento dei neuroni del Nucleo Reticolare del Talamo un “responsabile primario per la genesi della clinica”.

Prendo atto, e voglio condividerlo con le lettrici e lettori del blog “autismo fuori dagli schemi”, che la ricerca nel campo biomolecolare sta supportando tale ipotesi.

I neuroni GABAergici del nucleo reticolare del talamo, nei soggetti con disturbo dello spettro autistico, per un malfunzionamento dei canali del calcio, modificano il filtro sensoriale.

L’atipico sviluppo comunicativo, come quello sociale, sono conseguenti al differente modo di funzionare (ipereccitabilità) dei neuroni del nucleo reticolare del talamo.

In una fase precoce del neurosviluppo, la conseguenza è che il cucciolo d’uomo vede modificarsi il suo filtro sensoriale e. pertanto, i suoi apprendimenti saranno “disordinati”.

Per chi desidera approfondire consiglio la lettura della ricerca del gruppo di dottori del Dipartimento di Scienze Neurologiche di Stanford USA.https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.adw4682

Lascia un commento

Commento
Nome*
Email*
Sito web*