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IL SONNO E’ IMPORTANTE PER APPRENDERE

                                                      

Apprendere è proprio dell’essere umano. Noi impariamo sempre, per tutto il tempo che viviamo, dal concepimento alla vecchiaia, e questo permette al nostro cervello di modificare struttura (collegamenti o sinapsi) e funzione continuamente. I nostri pensieri dipendono dalle sinapsi, per questo migliore è l’organizzazione delle sinapsi meglio funzionerà la nostra mente. Nella prima fase della nostra vita (fase sensori-motoria) le sinapsi si disfano e si formano a ritmi impressionanti (milioni al secondo). Successivamente, educazione e formazione generano nuovi collegamenti mentre altri si modificano o vengono eliminati.

 Tutto questo grazie alla plasticità del sistema nervoso e alla ridondanza di cellule nervose alla nascita.

Quello che il blog “autismo fuori dagli schemi” vuole sottolineare in questo articolo è che la ricerca ci mostra sempre di più che anche il sonno è cruciale in questo processo di “organizzazione neurologica” o “apprendimento”.

Infatti, non dobbiamo mai trascurare che il cervello è un sistema complesso che richiede un importante lavoro di manutenzione (pulizia).

Questo compito spetta principalmente agli astrociti (glia), il cui numero, nel nostro cervello, è superiore a quello dei neuroni.

Negli ultimi decenni abbiamo appreso che questa pulizia del cervello avviene specie durante il sonno.

Recentemente, si è scoperto anche il meccanismo che consente questa “pulizia”.

Si è visto che durante il sonno i neuroni si restringono, generando un aumento dello spazio extracellulare (tra due neuroni) con conseguente penetrazione facilitata del liquor nel cervello.

Infatti, il liquor, come il sistema linfatico nel resto del corpo, è responsabile del trasporto dei rifiuti cellulari.

Ricordiamo che nel liquido cerebro-spinale, detto anche liquor, è immerso il nostro cervello.

 Il liquor riempie i quattro ventricoli e fluisce in un ramificato sistema canalicolare nel cervello.

La domanda a cui di recente è stata data una risposta è quella riferita a cosa facesse “muovere” il liquor nel tessuto cerebrale.

Infatti, si è visto che nel sonno molti neuroni si accendono in modo sincronizzato, generando le tipiche onde cerebrali di bassa frequenza.

Associando la sperimentazione con fRMN a quella con EEG, si è osservato che durante il sonno profondo, ogni 20 secondi nel cervello dei partecipanti arrivava un afflusso che era alternatamente di sangue o di liquor.

In effetti, se molti neuroni si accendono contemporaneamente, aumenta il fabbisogno energetico (affluisce al cervello più sangue). Quando diminuisce il flusso di sangue, al suo posto entra il liquor.

Un’altra importante scoperta è stata quella di scoprire che questo processo viene regolato dal rilascio ritmico di noradrenalina da parte del tronco encefalico.

La noradrenalina restringe i vasi sanguigni. Questi ultimi, restringendosi e dilatandosi ritmicamente costringono il liquor a fuoriuscire dai canali periarteriosi spingendolo nel tessuto cerebrale.

Questo processo, sostenuto dalle scariche di noradrenalina, è molto attivo nel sonno profondo.

Non è un caso che “dormiamo” per una gran parte della nostra vita.   

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