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Al di là del festival….

L’interazione tra suono, sistema nervoso centrale e sistema autonomo rappresenta un dialogo biologico che investe l’intero organismo. Infatti, come ci ricorda il professor Alberto Oliverio nel suo articolo pubblicato sulle rivista Mind numero 255, l’esposizione a brani musicali sia attraverso l’ascolto passivo sia mediante la sua esecuzione, evoca profonde risposte emotive, facilita il recupero di memorie episodiche, migliora i processi di apprendimento e potenzia diverse funzioni cognitive.

Tutti i segnali uditivi provenienti dall’orecchio arrivano al talamo, che funge da stazione di ritrasmissione verso la corteccia uditiva primaria e secondaria, situata nel lobo temporale, per proseguire verso aree associative secondarie e terziarie, inclusa la corteccia prefrontale e il sistema limbico. In questa moltitudine di aree corticali e sottocorticali i suoni della musica acquisiscono significato emotivo e cognitivo. Ad esempio, il sistema limbico (nello specifico amigdala e ippocampo) gioca un ruolo cruciale dal punto di vista delle emozioni e delle memorie associate alla musica, il che spiega come alcuni brani siano capaci di rievocare ricordi e stati affettivi del passato. L’influenza della musica si estende anche al sistema motorio, manifestandosi in comportamenti spesso involontari in chi l’ascolta, come il movimento ritmico del piede o delle mani o della testa o di reazioni mimiche spontanee che indicano che i circuiti motori sono attivati anche durante il semplice ascolto. Questa connessione diventa ancora più evidente negli esecutori strumentali ai quali è richiesto una elevata coordinazione tra percezione uditiva, percezione visiva (lettura dello spartito) e azione motoria fine.

L’impegno attivo con la musica, sia attraverso l’esecuzione strumentale che attraverso l’ascolto focalizzato, favorisce la plasticità cerebrale.

Per questo è nell’infanzia che l’impatto della musica è particolarmente significativo: l’educazione musicale precoce comporta miglioramenti nell’attenzione, delle capacità di concentrazione, della regolazione emotiva e delle competenze sociali.

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