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IL NEUROSVILUPPO E LA NEURODEGENERAZIONE SONO PROCESSI DINAMICI

                      

Il blog “autismo fuori dagli schemi” nasce per trattare l’autismo solo ed esclusivamente da una prospettiva “neurale”; fuori dagli schemi per l’appunto.

Per questo motivo il termine neuro-sviluppo è molto familiare alle lettrici ed ai lettori.

Infatti, chiunque segue il blog conosce benissimo che il sistema nervoso è quanto mai adattabile ed è plasmato per tutta la vita da fattori biologici, psicologici e sociali (la cultura è un potentissimo fattore epigenetico).

Ecco il perché la salute fisica, lo stress, l’alimentazione, le abitudini del nostro dormire (vedi ultimo articolo) sono particolarmente importanti per il funzionamento dei nostri cervelli e, pertanto, sono al centro di importanti ricerche che ci mostrano come finanche la funzione del cuore e dei polmoni condiziona il processo di Organizzazione e di Ri-Organizzazione Neurologica.

Da questa abbondante ed interessante ricerca emerge un aspetto biologico di notevole interesse scientifico che ci consente di conoscere meglio alcune caratteristiche biologiche del nostro essere.

Infatti, prendiamo atto che non solo il neuro-sviluppo (proliferazione neuronale, migrazione dei neuroni, crescita di assoni e dendriti con formazione dei circuiti neuronali, selezione e potenziamento della rete neurale o connettoma) ma anche la nerodegenerazione è un processo biologico ove il cervello mette in campo le sue proprietà biologiche per orientare e dirigere il processo.

Infatti, anche se con gli anni si riducono il numero e lo spessore dei neuroni e molte sinapsi vanno perdute mentre si accumulano nel cervello proteine nocive che bloccano sempre più la trasmissione dei segnali elettrici (potenziali d’azione), esiste anche una capacità del cervello di compensare la perdita di funzionalità grazie allo “sfruttamento” di reti o meccanismi alternativi (compensazione neuronale).

La recente ricerca ha mostrato che esistono almeno tre meccanismi con i quali il cervello tenta di contrastare il calo di prestazione legato all’età: la sovraregolazione, la selezione, la riorganizzazione.

  1. La ricerca ha mostrato che coinvolgendo la stessa regione cerebrale per un determinato compito, sia in un giovane sia in un anziano, nelle aree percettive, della memoria e delle funzioni esecutive, la forza dell’attività neuronale è più attiva nel cervello dell’anziano (sovraregolazione).
  2. Quando un giovane ed un anziano sono chiamati ad un compito di riconoscimento, si è visto che la performance dell’anziano può risultare non peggiore rispetto al giovane grazie al fatto che il cervello anziano ha “spostato la sede dell’attività cerebrale” (selezione).
  3. Allo stesso modo, un anziano è capace di non mostrare evidenti segni di comprensione del linguaggio in quanto, rispetto ad un cervello giovane, attiva anche l’area del linguaggio dell’emisfero sub-dominante (riorganizzazione).

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