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Quali circuiti cerebrali sono alterati nei nati pre-termine?

Negli ultimi trent’anni della nostra storia, nel campo delle scienze che studiano il comportamento umano, la psicologia cognitiva ha registrato un lento e progressivo declino a favore della biologia evolutiva.

Oggi, la biologia evolutiva rappresenta la scienza di riferimento per la comprensione di alcuni processi: percezione, memorie, apprendimento, comportamento, consapevolezza o cognizione, tutti compromessi nei disturbi dello spettro autistico.

Inoltre, grazie agli studi di una folta popolazione di neuroscienziati che fanno riferimento alla biologia evolutiva, possiamo conoscere meglio, non solo come l’uomo o qualsiasi organismo apprende il proprio comportamento, ma, anche, cosa accade nel cervello, sia strutturalmente che funzionalmente, nel corso della crescita o sviluppo.

A tale ...

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L’inconscio, il cervelletto ed i virus che attaccano il S.N.C.

Il fatto di afferrare una palla rappresenta un problema immenso per una macchina (lo sanno bene gli ideatori delle intelligenze artificiali), perchè per farlo occorre che le informazioni visive e motorie siano analizzate ed integrate istante per istante. Allo stesso tempo, sappiamo benissimo che non abbiamo alcuna capacità di solleticarci da noi stessi. Infatti, l’area cerebrale ove giungono le informazioni provenienti dai recettori tattili è informata, già in anticipo, che sono i “movimenti delle nostre dita” i responsabili della stimolazione tattile.

Questi processi complessi si verificano perchè il nostro cervello può svolgere molte funzioni senza la partecipazione della consapevolezza (inconscio).

Per circa un secolo (quello appena passato) l’inconscio è stato identificato ...

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La straordinaria capacità del sistema motorio

I bambini con disturbo dello spettro autistico sono noti, anche ai non addetti ai lavori, per le loro difficoltà comunicative, per le stereotipie e per la difficoltà nello stabilire la relazione con l’altro.

Oggi, la ricerca scientifica ha dimostrato che queste “anomalie cliniche” sono consequenziali ad “un’anomalia del neurosviluppo”.

Pertanto, i bambini  con disturbo dello spettro autistico manipolano e conoscono il mondo in maniera differente da quei soggetti che non presentano un’anomalia del neurosviluppo.

Prima ancora di conoscere il mondo esterno a noi, il cervello deve imparare a conoscere ed interagire con il corpo che lo possiede (propriocezione).

Le difficoltà nel “GUARDARE”, nel “MANIPOLARE”, nelle “POSTURE”, nel “GIOCARE CON L’ALTRO”, nel “PARLARE”, nelle “AUT...

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L’autismo potrebbe demolire l’ultimo baluardo della psichiatria.

Per alcuni storici, la psichiatria fu fondata nel 1790 da Philippe Pinel che lavorava presso l’ospedale Salpetriere di Parigi.

Infatti, il medico francese fu il primo a sostenere che i disturbi del comportamento non erano riconducibili a disturbi della morale e, pertanto, la psichiatria doveva essere considerata una disciplina medica.

Fino ad allora, solo i disturbi dovuti a danni visibili al cervello, quelli rilevabili all’autopsia, avevano un interesse medico e venivano etichettati come disturbi neurologici.

I disturbi del pensiero, come quelli dell’affettività e dell’umore, non sembravano essere associati a danni cerebrali rilevabili e, dunque, venivano considerati “difetti nel carattere morale” di una persona.

Pinel criticò aspramente queste concezioni, sostenendo che i di...

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Le infezioni possono provocare l’autismo.

A metà degli anni ottanta del secolo scorso sono stato spettatore ed attore di un cambiamento epocale nel campo dell’epilettologia. Laureato in medicina e chirurgia nel 1985 e specializzato in Neurologia nel 1989, sono stato iscritto alla L.I.C.E. (lega italiana contro l’epilessia) per circa un ventennio. In quegli anni, nel campo dell’epilettologia, si verificò, se non una rivoluzione, un grande cambiamento con conseguente cambio di paradigma.

Da allora non si parlò più di epilessia bensì di epilessie, e la classificazione delle epilessie divenne fondamentale per avere successo nella scelta del farmaco antiepilettico.

Inoltre, si fece maggiore chiarezza sull’eziologia delle epilessie.

Si lottò con forza per far comprendere che le epilessie non erano trasmesse geneticamente.

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Il cervello

Negli ultimi anni ho incontrato tanti giovani tecnici (psicomotricisti, logopedisti, educatori, psicologi, osteopati) che mi hanno manifestato il desiderio di ricevere più informazioni sull’ “autismo in età evolutiva”, per poter lavorare meglio con i loro giovani pazienti.

A tutti questi validi e simpatici professionisti ho dato un solo consiglio: “studia bene come è fatto e come funziona il più complicato oggetto mai costruito, il cervello”.

Infatti, l’autismo è sempre l’espressione di un’encefalopatia, ed il ritardo della scienza nella comprensione dell’autismo non può non spiegarsi che nel ritardo con cui abbiamo iniziato a conoscere la struttura ed il funzionamento del cervello.

Senza dimenticare che, nel corso della nostra storia, si sono dedicati allo studio d...

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Forse nel cervello non vi sono solo idee

Da qualche anno lo studio del microbioma intestinale e dei suoi effetti sul benessere umano, oltre che sul normale funzionamento cerebrale, ha riscontrato un interesse sempre crescente, sia nella comunità scientifica che nell’opinione pubblica.

E’ ormai noto che i batteri risiedenti naturalmente nel nostro tratto gastro-intestinale regolano vari processi biologici, tra questi: la digestione, il metabolismo, la protezione contro agenti infettivi ed infiammatori, oltre che la regolazione del sistama immunitario.

Numerose ricerche scientifiche, infatti, hanno dimostrato che i batteri intestinali, influenzano il senso di benessere del neonato in quanto possono essere causa di coliche intestinali e di pianto, condizionano il peso (le persone obese hanno una minore diversità nella flora int...

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NEUROSVILUPPO: Le cellule della glia sono protagoniste

Anche se le discipline biologiche ci fanno comprendere sempre meglio che i geni non decidono del nostro futuro, l’opinione pubblica continua a sopravvalutare la genetica (spinta molto dall’atteggiamento di alcuni professionisti) arrivando a credere che il destino di ognuno di noi sia scritto nei propri geni.

Ovviamente, non sfuggono da questa “credenza” molte malattie di interesse neurologico (Alzheimer, disturbo bipolare, schizofrenia, autismo, ecc.), con il grosso rischio che, focalizzando le attenzioni esclusivamente sul fattore genetico (predisposizione), si perdono di vista i fattori di rischio (scatenanti).

Ad esempio, affermare esclusivamente che: quando uno dei due gemelli è schizofrenico, il fratello o la sorella avranno il 50 per cento di probabilità di esserlo nel caso d...

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AUTISMO, 5 consigli per sapere se un trattamento ha funzionato davvero.

Egregio Prof. Parisi,

in qualità di genitore di persona autistica adulta e assiduo lettore del suo interessantissimo blog, le invio un articolo trovato sulla rete e scritto dal Dott. Stepen M. Edelson del Centro per lo Studio dell’Autismo, Salem, Oregon U.S.A. che si interessa di sindrome autistica da moltissimi anni. Credo che il contenuto dell’articolo combaci perfettamente con le sue idee e con il suo modo di operare nei confronti dei genitori.

Nel rinnovare il mio più convinto apprezzamento sulla sua opera di diffusione delle nuove conoscenze sul cervello autistico, porgo cordiali saluti

Sergio Martone

 

Autismo. 5 consigli per capire se un trattamento ha funzionato davvero.

  Scritto da Stephen M. Edelson, Ph.D.

Centro per lo studio dell’autismo, Salem, OREGON (U.S.A.)

Ci sono ...

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