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Riflessioni scientifiche sui disturbi del linguaggio nei soggetti con autismo.

Di sicuro il linguaggio è una delle caratteristiche che maggiormente contraddistingue l’essere umano, pertanto, non meraviglia che i neuroscienziati, da tempo, stiano cercando di capire come si sviluppa e cosa succede nei nostri cervelli nel corso di un normale dialogo.

Sullo sviluppo del linguaggio, quello che sappiamo con certezza, è che dipende dall’organizzazione neurologica e da quella muscolare.

Un neonato di due mesi produce dei leggeri vocalizzi; verso i tre-quattro mesi è capace di produrre lallazione (lo si può udire ripetere da solo lo stesso suono, ta-ta-ta, go-go-go).

Tra i sei ed i dodici mesi  i cuccioli d’uomo producono coppie di sillabe (balbettano) a cui, con l’aiuto degli adulti, inizieranno ad associare i primi significati.

Tra i diciotto ed i ventiquattro ...

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Phineas Gage e l’autismo; i lobi frontali e le cortecce somatosensoriali

A metà degli anni novanta del secolo scorso (1994), il neuroscienziato Antonio Damasio, con la pubblicazione del suo libro:” L’errore di Cartesio”, dà inizio allo studio neurobiologico dei lobi frontali in termini moderni.

Inoltre,  la sua pubblicazione indica come, un qualcosa vicino all’anima umana (fattore etico), o legato alla nostra cultura ed educazione (contatto sociale), possa dipendere dall’ORGANIZZAZIONE NEUROLOGICA e, dunque, essere oggetto di studio da parte delle scienze biologiche.

Partiamo dal caso di Phineas Gage, il caposquadra di un’impresa di costruzione che aveva riportato centocinquanta anni prima un danno sul lavoro, così descrtitto da Damasio nel suo libro (Errore di Cartesio): “ La barra metallica fora la base della scatola cranica, attraversa la parte ...

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Gli effetti delle stimolazioni tattili sullo sviluppo del cervello

Negli ultimi articoli del blog ho trattato alcune proprietà biologiche dei sistemi nervosi complessi, quali la neuroplasticità e l’apprendimento (adattamento, sensibilizzazione, desensibilizzazione, condizionamento, LTP), oltre al processo correlato a tali proprietà, ovvero il comportamento.

Ovviamente, il tutto richiede un ambiente o contesto capace, attraverso i sensi e la risposta motoria ad essi correlata, di “modellare” il Sistema Nervoso (organizzazione neurologica).

In questo articolo, grazie ad una recente scoperta scientifica, voglio portare all ’attenzione dei lettori del blog, un esempio pratico di questi concetti biologici.

E’ noto da tempo che il cervello dei neonati è estremamente sensibile alle cure materne (argomento già trattato in precedenti articoli del blog)...

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La biologia ci insegna che l’autismo non è una problematica primaria della plasticità, dell’apprendimento, del comportamento

Nel penultimo articolo del blog (13 settembre scorso) ho precisato che è necessario conoscere il cervello umano strutturalmente e funzionalmente per poter comprendere la clinica dell’autismo (“comportamenti bizzarri”, assenza o ritardo dello sviluppo del linguaggio, stereotipie).

Pertanto, solo attraverso lo studio dell’anatomia e della fisiologia del Sistema Nervoso è possibile gettare le basi per la conoscenza della fisiopatologia dell’autismo. Il tutto in perfetta coerenza con le indicazioni delle neuroscienze attuali, secondo le quali possiamo migliorare le nostre conoscenze sul comportamento umano solo attraverso la biologia.

Per questo motivo, negli ultimi due articoli del blog, ho affrontato alcune tematiche in termini esclusivamente biologici:

-NEUROPLASTICITA’: capacit...

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Neuroplasticità, apprendimento, comportamento.

Negli ultimi due articoli del blog sono stati trattati l’apprendimento e la plasticità sulla base delle neuroscienze attuali, che fanno riferimento esclusivamente alla biologia.

Oggi possiamo stabilire che, l’APPRENDIMENTO è un fenomeno osservabile in tutto il regno animale.

Lo si riscontra nelle specie viventi complesse come l’uomo, ma anche negli insetti come formiche o mosche.

Nonostante questo, resta difficile dare una precisa definizione di apprendimento.

Con una buona approssimazione possiamo intenderlo come un cambiamento del COMPORTAMENTO relativamente duraturo per effetto dell’esperienza...

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L’autismo Ci costringe a conoscere il cervello

La BIOLOGIA è la scienza che studia gli esseri viventi e, pertanto, i fenomeni della vita con le leggi che li regolano.

Grazie alla BIOLOGIA, possiamo definire le caratteristiche della vita: presenza di un confine semipermeabile che separa il sè dal non sè; la capacità del sè di automantenersi, ovvero di estrarre energia dall’ambiente; la capacità di autoripararsi; la capacità di riprodursi.

In ultima analisi, possiamo affermare che la caratteristica biologica di un essere vivente è rappresentata dalla sua ADATTABILITA’ o COMPORTAMENTO (appare veramente fuori luogo presumere di studiare e comprendere i comportamenti delle specie viventi, uomo compreso, al di fuori di una prospettiva biologica).

Per un BIOLOGO, come già scritto in precedenti articoli, la vita è movimento.

In q...

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Non c’è un periodo critico per l’apprendimento

Chiunque voglia prendersi cura di soggetti con disordine dello sviluppo neurologico deve necessariamente comprendere i meccanismi di plasticità cerebrale e, inoltre, conoscere i principi in base ai quali la corteccia cerebrale si riorganizza dopo un evento patogeno.

La biologia evolutiva ci ha fatto comprendere che il cervello si è evoluto per modificarsi quando dall’esterno (ma anche dall’interno del corpo)  giungono stimoli opportuni, al punto tale che, tutte le parti del cervello si modificano e si rinnovano senza sosta nel corso della vita (l’esperienza può modificare le funzioni cerebrali e, dunque i nostri comportamenti).

Poichè ogni persona è soggetta ad esperienze differenti, l’organizzazione e la struttura del cervello di ognuno sarà differente.

Questo sarebbe già s...

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Quale psicologia ci aiuta a comprendere meglio l’autismo.

La sopravvivenza della nostra specie non è mai stata scontata. Anzi, le nostre probabilità di sopravvivenza sono state veramente minime.

Paradossalmente, durante il lungo sviluppo della nostra specie, il pericolo più grande sono stati gli altri uomini.

Infatti, la morte violenta per mano di un loro simile era spaventosamente comune fra i nostri antenati (sembra che i tassi di omicidio, nella lunga storia dell’umanità, siano passati da uno su quattro ad uno su centomila dei nostri giorni).

Oggi cerchiamo di ridurre al minimo i rischi per la vita e la sicurezza delle persone.  Abbiamo leggi che tutelano le nostre relazioni, i nostri sistemi di scambio (denaro), la nostra salute.

Pertanto, abbiamo fatto in fretta a dimenticare il fatto che i nostri comportamenti inconsapevoli (inconsci...

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Comprendere le gerarchie CI aiuta a comprendere l’autismo

Domenica scorsa (5 agosto 2018) ho partecipato, quale relatore, ad un convegno/dibattito sull’autismo nella città di Moio della Civitella(Vallo della Lucania). Tale partecipazione mi ha dato la possibilità di conoscere una terra bellissima (Alto Cilento) e di ascoltare relazioni tecniche.

Su queste ultime vorrei fare alcune considerazioni con le lettrici ed i lettori del blog.

Poco prima dell’inizio dei lavori, il mio “amico” Sergio Martone (anch’egli relatore al convegno), mi mostrava una recentissima pubblicazione scientifica, fatta da un gruppo di ricerca italiano, secondo la quale sono stati scoperti i geni che determinano lo sviluppo della corteccia cerebrale e, dunque, i geni responsabili dell’autismo.

Questo approccio, che possiamo definire di biologia molecolare o mec...

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