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L’autismo è una malattia mentale?

Riconoscendo che fino al 1907 non si conosceva la cellula nervosa, mentre oggi è possibile misurare la sua attività in vivo, non si può non affermare che, durante lo scorso secolo, innumerevoli sono state le scoperte che ci hanno consentito di conoscere bene il nostro cervello.

Quale può essere, ad inizio di questo nuovo secolo e millennio, la nuova frontiera da varcare da parte delle neuroscienze?

A mio avviso, l’interesse primario delle neuroscienze attuali sarà quello di fare sempre più luce sul perchè e sul come i cervelli interagiscono con il corpo per sostenere particolari funzioni, quali le emozioni, i sentimenti, la ragione, oltre che la coscienza...

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Siamo nati incompiuti : neurosviluppo.

Per la neurobiologia attuale noi siamo la nostra storia; la nostra storia evolutiva (in milioni di anni di evoluzione il cervello umano ha sviluppato la capacità di trasformare energia e materia, le sole cose esistenti al di fuori di esso, in una ricca esperienza sensoriale del mondo) e la storia della nostra vita.

Questo significa che, tutto quanto abbiamo vissuto e sperimentato ha alterato la struttura fisica del nostro cervello, dall’espressione genica (epigenetica) alla posizione delle molecole, all’architettura dei neuroni.

La nostra famiglia d’origine, l’educazione ricevuta, gli amici, il lavoro, gli strumenti e la tecnologia utilizzata, i film visti ed i libri letti, tutto lascia la propria impronta nel sistema nervoso umano...

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Riflessioni scientifiche sui disturbi del linguaggio nei soggetti con autismo.

Di sicuro il linguaggio è una delle caratteristiche che maggiormente contraddistingue l’essere umano, pertanto, non meraviglia che i neuroscienziati, da tempo, stiano cercando di capire come si sviluppa e cosa succede nei nostri cervelli nel corso di un normale dialogo.

Sullo sviluppo del linguaggio, quello che sappiamo con certezza, è che dipende dall’organizzazione neurologica e da quella muscolare.

Un neonato di due mesi produce dei leggeri vocalizzi; verso i tre-quattro mesi è capace di produrre lallazione (lo si può udire ripetere da solo lo stesso suono, ta-ta-ta, go-go-go).

Tra i sei ed i dodici mesi  i cuccioli d’uomo producono coppie di sillabe (balbettano) a cui, con l’aiuto degli adulti, inizieranno ad associare i primi significati.

Tra i diciotto ed i ventiquattro ...

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Phineas Gage e l’autismo; i lobi frontali e le cortecce somatosensoriali

A metà degli anni novanta del secolo scorso (1994), il neuroscienziato Antonio Damasio, con la pubblicazione del suo libro:” L’errore di Cartesio”, dà inizio allo studio neurobiologico dei lobi frontali in termini moderni.

Inoltre,  la sua pubblicazione indica come, un qualcosa vicino all’anima umana (fattore etico), o legato alla nostra cultura ed educazione (contatto sociale), possa dipendere dall’ORGANIZZAZIONE NEUROLOGICA e, dunque, essere oggetto di studio da parte delle scienze biologiche.

Partiamo dal caso di Phineas Gage, il caposquadra di un’impresa di costruzione che aveva riportato centocinquanta anni prima un danno sul lavoro, così descrtitto da Damasio nel suo libro (Errore di Cartesio): “ La barra metallica fora la base della scatola cranica, attraversa la parte ...

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Gli effetti delle stimolazioni tattili sullo sviluppo del cervello

Negli ultimi articoli del blog ho trattato alcune proprietà biologiche dei sistemi nervosi complessi, quali la neuroplasticità e l’apprendimento (adattamento, sensibilizzazione, desensibilizzazione, condizionamento, LTP), oltre al processo correlato a tali proprietà, ovvero il comportamento.

Ovviamente, il tutto richiede un ambiente o contesto capace, attraverso i sensi e la risposta motoria ad essi correlata, di “modellare” il Sistema Nervoso (organizzazione neurologica).

In questo articolo, grazie ad una recente scoperta scientifica, voglio portare all ’attenzione dei lettori del blog, un esempio pratico di questi concetti biologici.

E’ noto da tempo che il cervello dei neonati è estremamente sensibile alle cure materne (argomento già trattato in precedenti articoli del blog)...

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La biologia ci insegna che l’autismo non è una problematica primaria della plasticità, dell’apprendimento, del comportamento

Nel penultimo articolo del blog (13 settembre scorso) ho precisato che è necessario conoscere il cervello umano strutturalmente e funzionalmente per poter comprendere la clinica dell’autismo (“comportamenti bizzarri”, assenza o ritardo dello sviluppo del linguaggio, stereotipie).

Pertanto, solo attraverso lo studio dell’anatomia e della fisiologia del Sistema Nervoso è possibile gettare le basi per la conoscenza della fisiopatologia dell’autismo. Il tutto in perfetta coerenza con le indicazioni delle neuroscienze attuali, secondo le quali possiamo migliorare le nostre conoscenze sul comportamento umano solo attraverso la biologia.

Per questo motivo, negli ultimi due articoli del blog, ho affrontato alcune tematiche in termini esclusivamente biologici:

-NEUROPLASTICITA’: capacit...

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Neuroplasticità, apprendimento, comportamento.

Negli ultimi due articoli del blog sono stati trattati l’apprendimento e la plasticità sulla base delle neuroscienze attuali, che fanno riferimento esclusivamente alla biologia.

Oggi possiamo stabilire che, l’APPRENDIMENTO è un fenomeno osservabile in tutto il regno animale.

Lo si riscontra nelle specie viventi complesse come l’uomo, ma anche negli insetti come formiche o mosche.

Nonostante questo, resta difficile dare una precisa definizione di apprendimento.

Con una buona approssimazione possiamo intenderlo come un cambiamento del COMPORTAMENTO relativamente duraturo per effetto dell’esperienza...

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L’autismo Ci costringe a conoscere il cervello

La BIOLOGIA è la scienza che studia gli esseri viventi e, pertanto, i fenomeni della vita con le leggi che li regolano.

Grazie alla BIOLOGIA, possiamo definire le caratteristiche della vita: presenza di un confine semipermeabile che separa il sè dal non sè; la capacità del sè di automantenersi, ovvero di estrarre energia dall’ambiente; la capacità di autoripararsi; la capacità di riprodursi.

In ultima analisi, possiamo affermare che la caratteristica biologica di un essere vivente è rappresentata dalla sua ADATTABILITA’ o COMPORTAMENTO (appare veramente fuori luogo presumere di studiare e comprendere i comportamenti delle specie viventi, uomo compreso, al di fuori di una prospettiva biologica).

Per un BIOLOGO, come già scritto in precedenti articoli, la vita è movimento.

In q...

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Non c’è un periodo critico per l’apprendimento

Chiunque voglia prendersi cura di soggetti con disordine dello sviluppo neurologico deve necessariamente comprendere i meccanismi di plasticità cerebrale e, inoltre, conoscere i principi in base ai quali la corteccia cerebrale si riorganizza dopo un evento patogeno.

La biologia evolutiva ci ha fatto comprendere che il cervello si è evoluto per modificarsi quando dall’esterno (ma anche dall’interno del corpo)  giungono stimoli opportuni, al punto tale che, tutte le parti del cervello si modificano e si rinnovano senza sosta nel corso della vita (l’esperienza può modificare le funzioni cerebrali e, dunque i nostri comportamenti).

Poichè ogni persona è soggetta ad esperienze differenti, l’organizzazione e la struttura del cervello di ognuno sarà differente.

Questo sarebbe già s...

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